Consulenza o Preventivo Gratuito

Contratti di rete ai professionisti

del 10/11/2011
di: La Redazione
Contratti di rete ai professionisti
«Le società tra professionisti possono essere una importante risorsa, ma per rendere più competitivo il settore delle attività intellettuali occorre allargare i contratti di rete anche ai liberi professionisti». Con queste parole Gaetano Stella, il presidente di Confprofessioni, la confederazione dei professionisti italiani, ha commentato le misure di liberalizzazione adottate dal consiglio dei ministri del 2 novembre che aprono la strada alla costituzione di società tra professionisti, ammettendo anche soci di capitale con quote di minoranza. «Siamo indubbiamente favorevoli alle società tra professionisti, purché la quota capitale dei soci non professionisti sia sempre minore di quella dai professionisti stessi e il provvedimento governo sembra aver accolto questo delicato passaggio. Tuttavia, la realtà economica ha ampiamente superato i tempi della politica», sottolinea Stella, «perché nell'ambito del Ccnl degli studi professionali, abbiamo censito 4.633 società che fanno capo a un libero professionista». Il dato è stato elaborato da Cadiprof, la Cassa di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti degli studi professionali che rientra nel sistema della bilateralità di Confprofessioni, e rappresenta il 6,6% delle circa 70 mila strutture professionali (unico titolare, studio associato, società, associazioni) iscritte alla Cassa. «Pensiamo alle società di elaborazione dati dei consulenti del lavoro, alle società di ingegneria, ai laboratori di analisi medica… ciascuna categoria professionale si è già organizzata attraverso forme societarie, anche di capitale, per gestire attività strumentali o comunque direttamente collegate alla prestazione del singolo professionista».

Nel dettaglio, le professioni più dinamiche nel gestire l'attività sotto forma di societaria sono quelle dell'area sanitaria, dove si contano 620 società che fanno riferimento a dentisti e odontoiatri e 436 a medici e specialisti. Alle spalle dell'area sanitaria, si piazzano commercialisti e consulenti del lavoro che hanno dato vita, rispettivamente, a 390 e 190 strutture societarie. Le società di ingegneria sfiorano invece le 400 unità.

«Ben vengano le società tra professionisti, annunciate dal Governo, che sono certamente uno strumento operativo utile e apprezzabile», evidenzia Stella. «Ma di fronte alla crisi del settore professionale non bastano più. Occorre più coraggio». Tra le proposte avanzate da Confprofessioni al ministero dello sviluppo economico c'è anche quella di estendere i contratti di rete ai liberi professionisti. «Si tratta di una novità assoluta», sottolinea Stella, «che offre vantaggi competitivi e di know how in un settore fortemente polverizzato come quello degli studi professionali. La crisi economica, insieme con la necessità di erogare prestazioni professionali sempre più complesse, impone la necessità di aggregare realtà professionali diverse, dove lo scambio di informazioni e prestazioni diventano una leva di sviluppo capace di fronteggiare la crisi».

vota