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Redditometro, arriva il software

del 09/11/2011
di: La Redazione
Redditometro, arriva il software
«Oramai è ufficiale, l'Agenzia delle entrate renderà disponibile, nei primi mesi del prossimo anno, uno specifico software predisposto per un utilizzo personale da parte del contribuente, che permetterà a questi di verificare la propria posizione di rischio rispetto ad un accertamento basato sul «tenore di vita». In questo modo il contribuente potrà adeguare preventivamente il reddito dichiarato ai fini fiscali e potrà altresì iniziare a predisporre tutta la documentazione necessaria a supporto di eventuali scostamenti che dovessero emergere». È di questo avviso Bonfiglio Mariotti, presidente Assosoftware. Il software sarà fornito «vuoto», ovvero sprovvisto della base dati di cui dispone l'Agenzia delle entrate, per cui le informazioni richieste dovranno essere inserite manualmente.

Naturalmente si potrà ignorare il nuovo strumento se in piena coscienza si sarà certi che le spese sostenute saranno coerenti con i redditi dichiarati. Come tutti gli strumenti presuntivi, anche per il Redditometro esistono degli indici moltiplicatori di spesa che spesso portano ad elaborare dei redditi presunti diversi rispetto a quelli realmente conseguiti. Sarà opportuno, quindi e in ogni caso, verificare sempre e comunque la propria posizione e questo andrà fatto con il consueto supporto del proprio consulente, sia esso il commercialista, l'associazione di categoria o il Caf.

Le software house che producono procedure gestionali predisporranno delle specifiche funzioni per aiutare i commercialisti e le associazioni di categoria ad individuare in modo rapido le situazioni più critiche e gli scostamenti più significativi in relazione ai propri assistiti.

Per far ciò a livello software occorrerà:

  • censire i dati già presenti nei sistemi informativi utili alla compilazione del Redditometro e renderli immediatamente disponibili per l'acquisizione automatica;

  • predisporre nuove maschere di inserimento dei dati non presenti nei sistemi informativi (i dati richiesti potranno essere inseriti dall'operatore ovvero direttamente dal contribuente anche da casa qualora il software ne preveda l'acquisizione via web);

  • eseguire direttamente il calcolo ovvero, in alternativa, «invocare» le funzioni di calcolo del software Sogei (con modalità analoghe a quanto avviene con Gerico «invisibile» per gli studi di settore o tramite Web Services).

    Va segnalato che dal punto di vista tecnico non esisterebbero neppure vincoli per la realizzazione di specifiche funzioni per un accesso diretto alla base dati dell'Agenzia delle entrate in modalità «sicura», nel rispetto della privacy del contribuente. In tal modo le procedure gestionali potrebbero acquisire, in modo automatico, tutte le informazioni già in possesso dell'Agenzia delle entrate.

    Se come cittadini dobbiamo accettare di contribuire tutti ai costi della gestione dello Stato in base al proprio reddito reale perché la sanità, la scuola e i servizi sociali sono a disposizione di tutti, dobbiamo augurarci che questo ennesimo tentativo di attuare un minimo di giustizia sociale abbia il successo che il legislatore si aspetta. Dal nostro osservatorio, tecnologicamente privilegiato, mi rendo però conto che lo Stato deve fare un passo in più se vuole vincere e convincere: usare le tecnologie in modo innovativo comprendendone la portata riformatrice ed eliminando gli enormi costi dovuti per esempio alla duplicazione dei sistemi informativi delle centinai di enti centrali dove ognuno si crea il proprio orto informatico, sempre diverso dagli altri e con la propria pletora di specialisti, con l'aggravante che le base dati non sono collegate e i sistemi non si parlano neppure creando una vera giungla informatica.

    È veramente ora di dire basta a un vezzo che sta diventando insostenibile e mettere mano al riordino di questa materia con una regia unica dotata di veri poteri, noi saremmo in prima linea.

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