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Professionisti, tariffe a due vie

del 08/11/2011
di: di Ignazio Marino
Professionisti, tariffe a due vie
La riforma delle professioni continua a cambiare i suoi ingredienti. Che escono dal decreto sviluppo ed entrano nella legge di stabilità. Nell'ultima bozza del maxiemendamento al disegno di legge il restyling della disciplina ordinistica, oltre alle società tra professionisti e la delega per il riordino organico del settore entro 12 mesi, infatti, si interviene anche in materia di compensi. Questi ultimi avranno una sorta di doppio regime per il professionista: libera pattuizione nel caso di un cittadino privato e minimi da rispettare nel caso di terzi. Vediamo meglio la norma.

Tariffe. Il maxi-emendamento in fase di limatura e atteso in commissione bilancio al senato, stabilisce che il corrispettivo del contratto di prestazione d'opera professionale dovrà essere pattuito per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale. E sarà in ogni caso ammessa la pattuizione dei compensi in deroga alle tariffe. In ragione di una maggiore trasparenza, il professionista sarà tenuto a rendere noto al cliente il livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico. Le tariffe professionali, che comunque sono stabilite con decreto del ministro della giustizia, saranno invece rispettate in caso di liquidazione giudiziale dei compensi (ovvero nel caso in cui il giudice è chiamato a definire le spese legali per la parte soccombente in un processo), oppure quando la prestazione professionale è resa nell'interesse dei terzi (ovvero nel caso dei consulenti tecnici d'ufficio)

Società fra professionisti. In linea con le altre bozze circolate nei giorni scorsi, anche con la legge di stabilità si conferma la volontà del legislatore di esplorare nuove forme di esercizio dell'attività professionale e tra queste vi è sicuramente quella societaria, soprattutto in un periodo di crisi economica che richiede sinergie e multidisciplinarietà e la necessità di individuare strumenti in grado contrastare la concorrenza esercitata da soggetti professionali stabiliti in altri Paesi Ue più attrezzati sul piano delle disponibilità finanziarie e strumentali. Dunque l'esercizio delle attività intellettuali potrà avvenire tramite società partecipate non solo da professionisti iscritti ad ordini, albi e collegi (purché in possesso del titolo di studio abilitante) ma anche “da soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche o con una partecipazione minoritaria, o per finalità di investimento, fermo restando il divieto per tali soci di partecipare alle attività riservate e agli organi di amministrazione della società”. Ma non solo. “I professionisti soci saranno tenuti all'osservanza del codice deontologico del proprio albo, così come la società sarà soggetta al regime disciplinare dell'ordine al quale risulterà iscritta”.

Riforma delle professioni. Confermato il restyling organico della disciplina degli ordini e dei collegi entro 12 mesi (e non più 18) dall'approvazione della legge. Restano invariati i principi da seguire e già indicati nella manovra di fine agosto (legge 148/2011): difesa dell'esame di stato, libertà di accesso agli ordini, istituzione di un equo compenso per i tirocinanti ecc. Il previsto regolamento governativo dovrebbe abrogare le norme vigenti sulle professioni.

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