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Architetti e ingegneri, poco appeal

del 05/11/2011
di: di Simona D'Alessio
Architetti e ingegneri, poco appeal
È crisi di vocazioni per ingegneri e architetti: nel 2010 è sceso il numero dei laureati abilitati per la prima categoria (mille in meno rispetto al 2009), mentre l'accesso alla seconda si distingue per il basso numero di promossi all'esame di stato, poiché negli ultimi otto anni non ha mai oltrepassato il 50%. A rivelarlo è il centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, che nell'osservatorio sulle prove d'accesso alle professioni mette in risalto lo strutturale «disinteresse»: lo scorso anno hanno conseguito l'abilitazione 12.336 persone, l'8,6% in meno del 2009 (13.497). Diminuzione che riguarda tanto gli abilitati della sezione A dell'albo, ossia gli ingegneri, scesi dagli 11.966 del 2009 ai 10.978 del 2010, quanto gli abilitati alla professione di ingegnere iunior (da 1.531 a 1.358). Secondo il Cni la spiegazione va cercata nella «prevalenza, tra i candidati, dei laureati di ciclo lungo, provenienti da corsi del nuovo ordinamento (il cosiddetto 3+2) che devono optare per l'abilitazione ad un unico settore dell'albo, e non possono fruire di quella omnicomprensiva», ancora possibile per chi ha ottenuto la laurea col vecchio ordinamento; l'abilitazione alla professione di ingegnere industriale e di ingegnere dell'informazione «non garantiscono l'acquisizione di competenze riservate per legge, che restano essenzialmente proprie dei soli ingegneri civili e ambientali», pertanto chi proviene dagli indirizzi di ingegneria industriale e dell'informazione è meno motivato a sostenere l'esame. Discorso diverso per i laureati triennali, che percepiscono il loro titolo come «insufficiente» a svolgere la professione.

Colpisce l'elevata quota di aspiranti ingegneri che supera la prova: l'85% nella sezione A, il 74,6% nella B. Cifre lontane dall'esito degli esami per diventare architetto, poiché i test sono selettivi al punto che il tasso di successo è mediamente del 45,5% (4.267 abilitati) per la sezione A e del 41,7% (482 abilitati) per la sezione B; a livello territoriale, lo studio evidenzia come sia difficile ottenere l'abilitazione alla professione di architetto nelle facoltà di Trieste e Sassari, dove a spuntarla sono stati rispettivamente il 10% e il 23% dei candidati. Nel complesso, sono circa 5mila i laureati che hanno conseguito un titolo attinente alla facoltà di architettura (architetto, conservatore dei beni architettonici ed ambientali, paesaggista e pianificatore territoriale), in flessione rispetto al 2009. Però, dopo tre anni di decremento, risale il numero di candidati: 10.958 contro i 10.521 del 2009.

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