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Deroghe senza limiti territoriali

del 05/11/2011
di: di Marilisa Bombi
Deroghe senza limiti territoriali
Nessun limite territoriale per la deroga agli orari stabilita dal governo con il dl 98/2011, nelle località turistiche e nelle città d'arte, ma è necessario attendere l'adeguamento della disciplina in materia da parte delle regioni che non potranno vanificare la deroga «con interpretazioni inutilmente dilatorie». È quanto ha precisato il Mise con la circolare 3644 del 28 ottobre 2011, secondo cui l'inserimento della disposizione (dl 98/2011 art. 35, commi 6 e 7 conv. legge 111/2011,) all'interno del dl 223/2006, comporta che trattasi di norma statale rientrante nell'esercizio della competenza esclusiva in materia di tutela della concorrenza. È per questo motivo, precisa la circolare diretta agli enti locali, che «la corretta applicazione della disposizione comporta inevitabilmente la necessaria attività di adeguamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli enti territoriali regionali e locali (…). A tal fine e nella consapevolezza della necessità, di un'applicazione che non leda le prerogative regionali sulla materia degli orari, il comma 7 dell'articolo 35 del dl 98/111, stabilisce il termine del 1°gennaio 2012 per l'adeguamento delle discipline e dei regolamenti locali al nuovo principio» di liberalizzazione degli orari per le località turistiche e le città d'arte. Peraltro, il punto 6. della citata circolare 3644/c prevede anche che: «La disposizione, nel prevedere la possibilità, in via sperimentale, di non rispettare gli orari di apertura e chiusura, l'obbligo di chiusura domenicale e festiva e quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale, reca una locuzione (elenchi delle località turistiche o città d'arte) che non riprende quella utilizzata dalla disciplina del commercio, ma risulta analoga a quella utilizzata dall'articolo 4 del dlgs 23/2011 (disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale), il quale prevede l'imponibilità di un'imposta di soggiorno nei comuni inseriti in un elenco, appunto, delle località turistiche o città d'arte». «Ciò nonostante, puntualizza la nota ministeriale, […] stante la finalità e gli ambiti di applicazione delle disposizione di liberalizzazione, la medesima non può che fare prioritariamente riferimento agli elenchi predisposti dalle regioni (…)».

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