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Antiriciclaggio soft

del 05/11/2011
di: di Giovanni Galli e Cristina Bartelli
Antiriciclaggio soft
Antiriciclaggio senza automatismi sui limiti per l'utilizzo del denaro contante, dei libretti e dei titoli al portatore oltre 2.500 euro. Le operazioni di prelievo e/o di versamento di denaro contante richieste da un cliente non concretizzano automaticamente una violazione e, pertanto, non comportano l'obbligo di effettuare la comunicazione al ministero dell'economia e delle finanze. Tale comunicazione è dunque obbligatoria solo qualora concreti elementi inducano a ritenere violata la disposizione normativa. Lo evidenzia il ministero dell'economia e delle finanze con una circolare diffusa ieri e condivisa con Banca d'Italia, Unità di informazione finanziaria e Guardia di finanza, avente a oggetto «Circolare esplicativa in materia di disciplina antiriciclaggio; obblighi di comunicazione ai sensi dell'articolo 51 del dlgs 231/2007». Nella circolare si ricorda come il decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni in legge del 14 settembre 2011, n. 148, abbia introdotto modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. In particolare, l'articolo 2, comma 4, del dl 138/2011, «a fini di adeguamento alle disposizioni adottate in ambito comunitario in tema di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo», ha ridotto il limite per l'utilizzo del denaro contante, dei libretti e dei titoli al portatore (art. 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13) a 2.500 euro. Il dl 138/2011, nel confermare l'impianto normativo previgente, ha dunque unicamente inteso abbassare la soglia rilevante ai fini dell'uso di denaro contante, libretti e titoli al portatore. «Alla luce di quanto sopra», si legge nella circolare, «si ritiene opportuno ribadire che le operazioni di prelievo e/o di versamento di denaro contante richieste da un cliente non concretizzano automaticamente una violazione dell'articolo 49 e, pertanto, non comportano l'obbligo di effettuare la comunicazione al Ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 51. Tale comunicazione è obbligatoria solo qualora concreti elementi inducano a ritenere violata la disposizione normativa». Questi elementi devono essere correttamente indicati nella comunicazione così da consentire all'Amministrazione di valutare la sussistenza dei presupposti per la contestazione della violazione dell'articolo 49, comma 1, relativamente alla movimentazione di contante. Con riferimento, infine, ai libretti di deposito al portatore, la circolare chiarisce invece, tra l'altro, che la segnalazione al Mef per la mancata estinzione di un libretto al portatore di importo superiore al limite di legge, ovvero per la mancata riduzione del saldo, entro il 30/9/11 deve essere effettuata non oltre trenta giorni dal momento in cui l'intermediario ha notizia della violazione, momento è individuato nell'atto di presentazione, in banca o presso Poste, del libretto al portatore escludendo, quindi, un obbligo, per l'intermediario, di accertare l'esistenza di libretti al portatore «irregolari» attraverso il ricorso, ad esempio, ad estrazioni informatiche. Per i libretti al portatore con saldo pari o superiore a 5.000 euro, non regolarizzati entro il 30/6/11 e presentati per la regolarizzazione entro il 30/9/11, è invece obbligatoria la segnalazione al Ministero, mentre per i libretti di deposito al portatore oggetto di procedura di ammortamento non è obbligatoria la segnalazione.

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