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Un pari e patta sulle liti fiscali

del 05/11/2011
di: di Valerio Stroppa
Un pari e patta sulle liti fiscali
Nei giudizi tributari di merito otto volte su dieci le spese di lite vengono compensate. Quella che dovrebbe costituire una deroga alla regola generale secondo la quale i costi del giudizio seguono la soccombenza è dunque una prassi molto diffusa, che raggiunge quote pressoché totalitarie in alcune commissioni del Centrosud. Con la conseguenza che chi ha ragione deve comunque sobbarcarsi costi spesso non indifferenti. Nel contenzioso fiscale instaurato nel 2010, circa un ricorso su tre riguarda i tributi locali. E cresce la propensione al ricorso per cassazione dei contribuenti: con 8 mila fascicoli trasmessi alla Suprema corte ogni anno, i giudici del Palazzaccio continuano a dover fronteggiare una mole di lavoro che non trova eguali nel mondo. Sono queste ulteriori considerazioni che emergono dai dati contenuti nella Relazione di monitoraggio sul contenzioso tributario diffusa dal Df nella giornata di giovedì (si veda ItaliaOggi di ieri).

Materia del contendere

Per quanto riguarda la tipologia dei tributi oggetto dei ricorsi presentati alle commissioni tributarie nel 2010, l'Irpef raggiunge circa il 19% del totale. Un dato in aumento rispetto al 15% del 2008. Crescono anche le contestazioni Irap, nonostante il proliferare della giurisprudenza di legittimità. L'Irap, da sola o con altre imposte, passa dal 18% circa del 2008 al 21% del 2010. Numeri piuttosto stabili per l'Iva, che si attesta al 7%, mentre l'incidenza delle sanzioni amministrative manifesta una leggera flessione nel triennio considerato. Con riferimento ai tributi locali, i ricorsi presentati lo scorso anno aventi ad oggetto l'Ici raggiungono il 7% del totale, i tributi sullo smaltimento dei rifiuti l'8% e quelli connessi alle tasse auto il 5% circa, risultando tutte e tre le fattispecie il lieve decremento rispetto alle due annualità precedenti.

Analisi esiti per imposte

Piuttosto interessanti le informazioni riguardanti i verdetti emessi dalle commissioni tributarie riclassificati in base all'ambito oggettivo dei ricorsi. Come rilevato da ItaliaOggi di ieri, in generale in Ctp gli esiti favorevoli al contribuente e all'ufficio si sono attestati rispettivamente al 36% e al 40% del totale. In Ctr, invece, le sentenze pro-contribuente sono state il 47% contro il 40% favorevoli all'amministrazione. Scendendo nel particolare, però, si evince che relativamente a talune tipologie di tributi il contribuente vince più del Fisco in primo grado. È il caso delle tasse auto (52,55% per il contribuente contro il 33,96%% per l'Ufficio), dell'Irap (49,26% a 30,29%), degli oneri per lo smaltimento dei rifiuti (44,34% a 38,47%). Analogamente, in appello l'amministrazione finanziaria vince di più su tasse auto (61,33% per l'Ufficio contro il 31,87% per il contribuente; ciò significa che la maggior parte delle sentenze di primo grado viene ribaltata), Ici (52,06% a 35,99%), imposta sulla pubblicità (51,28% a 33,15%) e Iva.

Spese del giudizio

Come noto, l'articolo 15 del dlgs n. 546/1992 dispone che la parte soccombente è condannata a rimborsare le spese del giudizio, da liquidare con la sentenza. Tuttavia, in presenza di giusti motivi, il giudice può compensare (anche parzialmente) le spese tra le parti. Ebbene, nel 2010 le Ctp italiane hanno compensato le spese nell'84% dei casi. Una percentuale molto elevata, che raggiunge cifre addirittura totalitarie in Ctp quali quelle di Crotone (100%), Siracusa (99,5%) e Rieti (99,36%). Le spese hanno invece seguito la soccombenza nel 9% a carico del contribuente e nel 7% a sfavore dell'amministrazione. In Ctr, invece, le compensazioni sono state pari al 78%, mentre i contribuenti si sono visti addebitare i costi del giudizio nel 13% dei casi (contro l'8% degli uffici). Le Ctr in cui la compensazione delle spese ha registrato le percentuali maggiori sono Molise (94,44%), Calabria (92,77%) e Basilicata (91,08%). Si ricorda che l'articolo 2, comma 1, lettera a) della legge n. 263/2005 ha stabilito che i giusti motivi per i quali le spese di lite vengono compensate devono essere esplicitamente indicati nella motivazione della sentenza.

Cassazione

Significativi pure i dati relativi alla percentuale degli appelli che vengono impugnati dinanzi alla Corte di cassazione. Nel 2009, delle quasi 52 mila sentenze depositate dalle Ctr oltre il 15% (vale a dire 7.852) sono state spedite al Palazzaccio per il giudizio di legittimità. Le richieste di trasmissione del fascicolo alla Suprema corte risultano quindi in crescita, sia in valori assoluti che in percentuale (13,8% nel 2007 e 14,4% nel 2009). Il dato 2010 è ancora parziale in quanto alla data dell'estrazione dei dati (aprile 2011) da parte del Df, per molte sentenze non era ancora scaduto il termine lungo di impugnazione. Da un esame delle statistiche pubblicate dalla Cassazione per l'anno 2010, emerge che la materia tributaria, con una percentuale di procedimenti definiti pari al 27% del totale, è di gran lunga la più trattata. La durata media dei procedimenti definiti è stata di 1.521 giorni (pari a circa 4 anni e 2 mesi) per la Sezione tributaria e di 700 giorni (pari a circa 23 mesi) per la Sottosezione.

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