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Si allenta la morsa

del 05/11/2011
di: di Roberto Rosati
Si allenta la morsa
Il fisco allenta la morsa sui depositi Iva, semplificando le procedure per l'esonero dalla prestazione della garanzia per l'Iva all'importazione. A tal fine, non sarà più necessario il rispetto di determinati indici di bilancio, ma basterà l'iscrizione camerale da almeno un anno e l'assenza di carichi tributari pendenti. Lo stabilisce la nota prot. n. 127293 del 4 novembre 2011 dell'agenzia delle dogane, accogliendo le raccomandazioni della commissione parlamentare della camera.

Il problema, che rischiava di penalizzare pesantemente le imprese nazionali, è sorto con l'art. 7 del dl n. 70/2011, che ha codificato l'obbligo, per le operazioni di importazione di beni destinati ad essere introdotti in un deposito Iva, di prestare una garanzia commisurata all'imposta dovuta, ma sospesa per effetto dell'immissione in deposito. La garanzia, secondo la norma, è svincolata solo dopo che l'operatore dimostra di avere assolto gli adempimenti Iva collegati all'estrazione dei beni dal deposito, e dunque a distanza anche di tempo. La stessa disposizione prevede che sono esonerate dall'obbligo suddetto le imprese titolari dello status di Operatore economico autorizzato (Aeo) ai sensi del regolamento comunitario n. 2454/1993 e quelle dispensate dal prestare garanzia in base all'art. 90 del dpr n. 43/73. Questa seconda ipotesi riguarda le imprese alle quali è riconosciuta la solvibilità in base ad un procedimento basato sull'esame degli indici di bilancio aziendale, difficilmente superabile, però, nell'attuale stato di crisi economica, pur in una condizione sana, tale da permettere alla ditta di adempiere alle proprie obbligazioni.

La risoluzione della commissione, pertanto, ha ritenuto di individuare modalità semplificate per la verifica della solvibilità aziendale, consistenti nell'esibizione di elementi documentali facilmente reperibili e immediatamente controllabili dall'amministrazione doganale.

Tanto premesso, la nota dell'agenzia dispone quindi che, limitatamente all'esonero ex art. 90 dalla prestazione di garanzia per l'introduzione di beni nei depositi Iva, gli uffici delle dogane accertino, su istanza di parte, la solvibilità aziendale del soggetto attraverso l'esame dei seguenti elementi:

- iscrizione alla Cciaa da almeno un anno;

- dati risultanti dal certificato storico rilasciato dalla Cciaa;

- assenza di carichi pendenti, risultante dal certificato rilasciato dal competente ufficio delle entrate ai sensi del provvedimento 25/6/2001;

- dichiarazione, resa dal soggetto ai sensi del dpr 445/2000, di aver effettuato, nel corso dell'ultimo anno, operazioni di importazioni in relazione alle quali commisurare l'ammontare dell'esonero stesso, senza che siano state rilevate irregolarità sanzionabili.

Le istanze di esonero, valido solo per l'introduzione di beni nei depositi Iva, vanno presentate all'ufficio delle dogane competente per territorio, allegando:

a) certificato storico rilasciato dalla Cciaa;

b) certificato di assenza di carichi pendenti rilasciato dall'agenzia delle entrate;

c) dichiarazione ai sensi del dpr 445/2000, relativa all'ammontare delle operazioni di importazione di merci effettuate (comprese le immissioni in deposito Iva), senza irregolarità sanzionabili, nei dodici mesi antecedenti alla data dell'istanza.

L'esonero, che è concesso dall'ufficio delle dogane dopo la verifica dei presupposti in base alla documentazione allegata, avrà validità annuale e sarà rinnovabile su istanza di parte; inoltre sarà valido fino a concorrenza dell'importo dell'Iva relativa alle importazioni effettuate dal soggetto nell'anno precedente, ovvero relativa alle immissioni in libera pratica di beni non comunitari introdotti in un deposito Iva.

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