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Sentenze con motivazione light

del 05/11/2011
di: di Antonio Ciccia
Sentenze con motivazione light
Sentenze short con motivazione light. Chi vuole una piena motivazione sarà costretto a dover sborsare il contributo unificato per l'appello. Queste alcune delle misure per rendere la giustizia più efficiente. Anche se tutto ciò è a rischio di illegittimità costituzionale, che impone la motivazione quale parte fondamentale di tutte le pronunce giudiziarie. La sentenza leggera è introdotta nel pacchetto giustizia del maxiemendamento. Ma vediamo di analizzare le novità

MOTIVAZIONE

DELLE SENTENZE

Una novità del pacchetto giustizia contenuto nel maxiemendamento del ddl stabilità è la motivazione breve delle sentenze.

Tra l'altro la possibilità che il processo termini con una sentenza breve dovrà essere oggetto di un apposito avviso nell'atto di citazione.

Chi inizia una causa deve avvisare la controparte già nell'atto introduttivo del giudizio che la motivazione della sentenza può essere resa in forma breve (nuovo articolo 281-decies del codice di procedura penale).

È l'articolo citato (la cui introduzione è proposta nel maxiemendamento) prevede, come forma alternativa alla assunzione della causa a sentenza e successiva emanazione della sentenza formulata per esteso a seguito dello scambio delle comparse e repliche conclusionali, che il giudice, entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica (articolo 190 codice di procedura civile), fissi con decreto, entro i successivi trenta giorni, l'udienza per la pronuncia della sentenza con motivazione breve.

All'udienza prevista il giudice pronuncerà sentenza dando lettura dei dispositivi ed elencando sommariamente a verbale i fatti rilevanti, le fonti di prova e i principi di diritto su cui la decisione è fondata. Il giudice potrà anche limitarsi a citare precedenti sentenze conformi, o a contenuti specifici degli scritti difensivi o di altri atti di causa.

Si tratta di una motivazione che si limita a rinviare ad altre sentenze o agli atti da cui è possibile desumere il ragionamento fatto dal giudice.

La sentenza si intenderà pubblicata con la sottoscrizione da parte del giudice del verbale che la contiene ed è immediatamente depositata in cancelleria.

A questo tocca agli interessati decidere se va bene così o se occorre chiedere al giudice di stilare una sentenza completa con motivazioni dettagliate.

Le parti che vogliono proporre impugnazione dovranno chiedere, con atto depositato in cancelleria entro il termine perentorio di quindici giorni dalla pronuncia della sentenza, la motivazione estesa ; il giudice deve depositare la motivazione estesa nei successivi trenta giorni e del deposito sarà data immediata comunicazione alle parti costituite.

Dal momento del deposito della motivazione estesa la sentenza può essere notificata ai fini della decorrenza dei termini brevi per impugnare e del termine lungo per proporre appello.

Quanto all'esecuzione della sentenza il maxiemendamento precisa che la sentenza è provvisoriamente esecutiva a seguito della pronuncia del dispositivo anche nel caso di richiesta della motivazione estesa.

Inoltre la sentenza breve non è soggetta ai mezzi di impugnazione, quando nessuna delle parti ha chiesto la motivazione estesa.

È chiaro che così facendo dovrebbe essere più veloce la stesura della sentenza e quindi la decisione del primo grado e ci dovrebbero essere anche meno appelli.

Le novità si applicheranno anche ai giudizi pendenti alla data di entrata in vigore della legge stabilità, nei quali una o più parti sono state dichiarate contumace se, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, una delle parti costituite notifica al contumace l'avviso che la motivazione della sentenza può essere resa nelle forme semplificate.

Inoltre per prepararsi alla novità è previsto una breve vacatio: le disposizioni sulla motivazione semplificata diventeranno operative decorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità.

Va sottolineato che la sentenza breve non è una novità nell'ordinamento processuale italiano. Anche nel processo amministrativo è previsto che il giudice amministrativo possa definire, in alcuni casi, con una sentenza breve il giudizio. Nel processo amministrativo il giudice deve tenere conto delle richieste delle parti, mentre nel processo civile è il giudice che autonomamente procede con le formalità più snelle.

PAGARE

PER APPELLARE

Nell'ipotesi di sentenza semplificata, si è visto che per ottenere la motivazione in dettaglio bisogna chiederla espressamente. Il maxiemendamento prevede che la parte che per prima deposita la richiesta di motivazione estesa della sentenza è tenuta al pagamento contestuale del contributo unificato dovuto per il successivo grado di giudizio.

Questo significa che il diritto a ottenere una sentenza resa con una motivazione estesa è subordinato al pagamento di una somma di denaro. Ciò significa disincentivare la parte dal promuovere impugnazioni. Si potrebbe ribattere che una scelta di questo tipo contrasta con il diritto di difesa, rendendolo più oneroso per i meno abbienti.

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