Il sì di Bruxelles. La proposta della commissione parte da un assunto, sintetizzato così da László Andor, commissario Ue per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione: «il settore dell'edilizia in Italia ha risentito duramente degli effetti della crisi economica e finanziaria e per chi è rimasto disoccupato ritrovare un lavoro è difficile. Mi auguro», ha aggiunto Andor, «che grazie all'aiuto del Feg e alle possibilità di formazione offerte i lavoratori licenziati potranno ritrovare un lavoro più rapidamente».
La domanda italiana di contributo Feg riguarda, in particolare, 643 licenziamenti in 323 pmi dell'edilizia in Trentino-Alto Adige. I licenziamenti sono giunti in conseguenza della crisi economica e finanziaria, che ha determinato un forte calo della domanda di nuove abitazioni e di lavori di rinnovo del parco edilizio in questa regione. Territorio in cui il settore edilizio rappresenta un'importante fonte di occupazione. Di 643 lavoratori licenziati, 528 sono in condizioni critiche: per costoro il reinserimento nel mercato del lavoro si presenta più difficile. Ad essi sono diretti gli aiuti del Feg. Il pacchetto di interventi comprenderà servizi di consulenza e orientamento per i lavoratori, valutazione delle competenze, ricollocamento professionale, coaching, formazione generale e riqualificazione, formazione professionale individuale, tutoraggio dopo il reinserimento nel mondo del lavoro e il versamento di indennità di presenza e di sussistenza.
Il mercato edilizio nell'Ue. La contrazione del settore costruzioni è sensibile: nell'UE-27 per sette trimestri consecutivi (dal 1° trimestre 2009 al 3° trimestre 2010) c'è un segno meno, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La causa principale? La diminuzione degli investimenti privati nel comparto abitativo. In provincia di Trento, poi, il 9,3% dei licenziamenti avvenuti da marzo a dicembre 2010 ha riguardato il settore edilizio, in provincia di Bolzano dell'11%.
