Consulenza o Preventivo Gratuito

Eredi, un'imposta e quattro rinunce

del 02/11/2011
di: di Valerio Stroppa
Eredi, un'imposta e quattro rinunce
La rinuncia all'eredità effettuata simultaneamente da più eredi sconta un'unica imposta di registro in misura fissa. A chiarirlo è l'Agenzia delle entrate con la circolare n. 44/E del 2011 in materia di tassazione degli atti plurimi. In sede giurisprudenziale, tuttavia, la tematica continua a far registrare pronunce in ordine sparso. È il caso della sentenza n. 82/03/11 della Ctp di Reggio Emilia, che ha negato la tassazione unica alla rinuncia effettuata da quattro fratelli col medesimo atto. La pronuncia è stata depositata nel mese di giugno, prima dell'emanazione del documento di prassi citato, ma è comunque indicativa riguardo alla particolarità del problema.

L'atto era stato registrato dal notaio tramite versamento di un'unica imposta, ai sensi dell'articolo 11 Tariffa allegata al dpr n. 131/1986 (Tur), sul presupposto che si trattasse di atto non avente contenuto patrimoniale. Ma le Entrate hanno ritenuto che, essendo quattro le rinunce effettuate dagli eredi, la tassa in misura fissa di 168 euro doveva essere riscossa quattro volte. Da qui la notifica dell'avviso di liquidazione per il recupero delle tre quote non versate (504 euro). Secondo l'ufficio reggiano, la rinuncia plurima costituiva un caso di collegamento negoziale, nel quale i singoli negozi sono strutturalmente autonomi ed inquadrabili in distinti schemi causali (applicandosi, così, l'articolo 21, comma 1 del Tur).

La Ctp di Reggio Emilia, richiamando alcune sentenze della Cassazione, evidenzia che mentre l'atto complesso va assoggettato a un'unica tassazione (in quanto retto da un'unica causa), il collegamento negoziale sconta un'imposizione autonoma per ciascun negozio. Le distinte rinunce all'eredità, infatti, sono indipendenti le une dalle altre, presentando ognuna una propria causa giuridica. Da qui il rigetto del ricorso dei contribuenti e la validazione dell'operato dell'ufficio. Un verdetto probabilmente destinato a cambiare in appello alla luce dell'orientamento espresso dall'amministrazione finanziaria con la circolare n. 44/E del 2011, con la quale è stato chiarito che «possono qualificarsi quali atti che non hanno contenuto patrimoniale gli atti di rinuncia all'eredità con i quali si rifiuta, in sostanza, la delazione ereditaria, cioè l'offerta dell'eredità». Un'interpretazione che consentirà ai giudici di operare con uniformità nella trattazione del contenzioso pendente.

vota