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Tutela ambientale in primo piano

del 29/10/2011
di: La Redazione
Tutela ambientale in primo piano
Si è svolto a Bari, lo scorso 25 ottobre, il secondo degli appuntamenti programmati in tutt'Italia dal Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, sul tema della tutela ambientale, per promuovere e creare una cultura del sostenibile. «La nostra categoria ha una missione precisa: prendersi cura dell'ambiente e del nostro paesaggio», ha dichiarato Fausto Savoldi, presidente del Cng e Gl, «infatti oggi non si può solo pensare a costruire, ma si deve costruire bene, con un'attenzione al territorio e alle nuove sfide che da esso derivano, puntando al recupero del patrimonio immobiliare esistente rendendolo efficiente dal punto di vista energetico».

Una giornata per fare il punto della situazione, tra obiettivi raggiunti e nuove prospettive future, partendo da un unico dato certo: la tutela ambientale, non può più essere un tema rinviabile. «Dobbiamo iniziare ad assumere una nuova cultura in merito alla tutela ambientale. Viviamo una crisi di preparazione rispetto a questo tema, perché quando parliamo di protezione ambientale, parliamo anche di futuro, di benessere e di vita», ha affermato Norbert Lantschner, direttore di CasaClima, che ha ricordato alla platea che nonostante gli accordi, a partire da quelli di Kyoto del lontano 1997, ancora l'anno scorso si sono registrati tre record negativi per l'ambientale: massimo consumo d'energia, massimo costo del petrolio, e un incremento del 5,8% di emissioni. «Viviamo in un'epoca in cui, i concetti di bio, eco, green, sono spesso inflazionati, dobbiamo arrivare a capire che quando parliamo di green non ci riferiamo solo a un colore, ma a uno stile di vita», prosegue Norbert Lantschner, che individua nella crisi profonda che stiamo vivendo un'opportunità per migliorare il modo di lavorare, per creare nuovi prodotti, puntando sulla qualità, sulla preparazione e sulla trasparenza, perché «è necessario spaccare l'orgia di cemento e recuperare il rapporto tra uomo e natura, è necessario avere un nuovo approccio all'edilizia, è necessario puntare all'efficienza energetica, è necessario dialogare con i cittadini per diffondere la cultura del sostenibile».

Architettura bioclimatica: ovvero ridurre il consumo degli edifici a partire da una progettazione che si basa su elementi naturali, definendo le caratteristiche strutturali dell'edificio rispetto alla sua localizzazione e all'orientamento in modo da adattarsi alle diverse condizioni climatiche, è il contributo dell'architetto Alberto Bruno. «Si deve partire dall'innovazione energetica in edilizia, e i tecnici professionisti, devo saper proporre al cittadino sistemi integrati», è quanto afferma Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanista di Legambiente.

Parola poi ai tecnici, tre geometri professionisti specializzati sulle tematiche ambientali: Claudio Baldo, che ha parlato di involucro opaco, Leonardo Baldassari che ha relazionato in merito alle componenti trasparenti dell'edificio e Agostino Cervi, esperto di acustica. Tre tecnici professionisti che hanno investito e creduto alla tematiche ambientali, tutti associati di Agicat, Associazione geometri italiani consulenti ambiente Territorio.

Il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati infatti ha scommesso da subito sull'ambiente. L'associazione Agicat infatti è nata nel 2006 e riunisce tutti i professionisti che operano nel settore ambientale, ha come scopo fondamentale l'accrescimento della cultura ambientale per uno sviluppo sostenibile e la valorizzazione della professione del geometra quale esperto conoscitore del territorio e dell'ambiente. Il Cng e Gl assieme ad Agicat rispondono a un'esigenza attualissima e ora quanto mai prioritaria: cercare uno sviluppo sostenibile nel campo della progettazione per sviluppare al meglio la conoscenza del contesto territoriale che si ha attorno, al fine di evitare o di ridurre al minimo gli impatti ambientali che vi si possono creare.

Esigenza sentita come prioritaria e necessaria, quella della tutela ambientale anche dall'Unione europea, che infatti il 12 dicembre 2008, ha approvato l'accordo 20-20-20, che stabilisce che gli stati membri entro il 2020, dovranno ridurre del 20% le emissioni di gas serra, aumentare del 20% l'efficienza energetica ed dovranno raggiungere la quota del 20% di fonti da energia rinnovabile. E per raggiungere gli obiettivi di limitazione delle emissioni di gas serra, per favorire lo sviluppo e l'integrazione delle fonti rinnovabili, l'unione europea punta al rendimento energetico nell'edilizia. E infatti lo scorso 18 maggio il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva 2010/31/Ce sulla prestazione energetica dell'edilizia, che ha sostituito la precedente normativa(2002/91/Ce).

La nuova direttiva stabilisce che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere a energia quasi zero, dovranno cioè avere una altissima prestazione energetica tale da coprire il loro fabbisogno energetico attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili prodotte all'interno degli stessi edifici o nelle loro vicinanze. E dunque i geometri son pronti a raccogliere le sfide legate alla tutela ambientale, con competenza, professionalità e formazione, a informare e generare una nuova cultura del sostenibile.

«I geometri sono presenti in tutte le località e paesi, conoscono bene il nostro territorio, perché l'hanno valutato e misurato. La nostra è la prima categoria professionale che ha il compito di tutelare l'ambiente e ha la possibilità di spiegare al cittadino che le cose si possono e si devono fare in modo diverso», ha concluso Fausto Savoldi.

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