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Patto, la Lombardia aiuta gli enti

del 29/10/2011
di: di Matteo Barbero e Francesco Cerisano
Patto, la Lombardia aiuta gli enti
Un plafond di 70 milioni di euro per sbloccare gli investimenti degli enti locali lombardi. A cominciare da quelli per l'Expo 2015. È quanto messo a disposizione dal presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ieri ha firmato col presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana, e il presidente dell'Unione delle province lombarde, Leonardo Carioni, l'accordo sul Patto di stabilità territoriale 2011. Che, è vero, potrà portare vantaggi alla totalità dei 1.547 comuni e delle 12 province lombarde, ma consentirà innanzitutto a Giuliano Pisapia e Guido Podestà di caricare sul «plafond» del Patto regionale rispettivamente 17, 3 e 7,6 milioni di euro. Soldi indispensabili per realizzare gli investimenti dell'Expo. L'iniziativa si inserisce ovviamente nel contesto della normativa statale (art. 1, commi 138 e seguenti della L. 220/2010), ma presenta non pochi tratti peculiari, che confermano l'originalità del modello lombardo di Patto territoriale. Del resto, la Lombardia è stata fra le prime a muoversi in questa direzione.

Per il 2011, il patto territoriale lombardo verrà declinato sia in verticale che in orizzontale.

Patto verticale. Attraverso il patto verticale gli enti potranno effettuare maggiori pagamenti in conto capitale peggiorando il proprio obiettivo programmatico. Al fine di privilegiare gli interventi che abbiano un effetto immediato e benefico sul sistema socioeconomico lombardo, potranno accedere a tale plafond i soli enti in possesso di una adeguata disponibilità di cassa in relazione a spese di effettiva ed immediata liquidabilità.

Il plafond regionale sarà preliminarmente suddiviso tra province e comuni in proporzione allo stock complessivo di residui passivi di conto capitale alla data del 31/12/2010. La modalità di distribuzione tra i singoli enti di ciascun comparto sono differenziate. In entrambi i casi, la quota prevalente (95% per le province e 90% per i comuni) verrà ripartita proporzionalmente all'ammontare complessivo degli stessi residui passivi (al netto delle concessioni di crediti e delle anticipazioni); l'eventuale eccedenza, rispetto all'ammontare dei pagamenti in conto capitale effettuabili, verrà ulteriormente riproporzionata tra gli enti capienti. Una seconda quota (5% sia per le province che per i comuni) sarà destinata ad incentivare il patto orizzontale e verrà attribuita agli enti che cederanno spazi finanziari, proporzionalmente alle quote cedute/ricevute. Si tratta di un incentivo importante, che dovrebbe contribuire a rendere più fluida la circolazione degli spazi finanziari fra i diversi enti. Infine, per i soli comuni, una quota pari al 5% è destinata a premiare gli enti più virtuosi.

«Grazie a una pianificazione molto accorta delle nostre uscite per pagamenti», ha spiegato Formigoni, «siamo in grado non solo di rispettare il patto di stabilità, che impone alla nostra regione un tetto di 3,8 miliardi, ma di avanzare 70 milioni: uno spazio finanziario che mettiamo a disposizione delle 12 province e dei 1.547 comuni della Lombardia». «Così», ha spiegato ancora Formigoni, «riduciamo l'effetto blocco del Patto di stabilità nazionale, creiamo un nostro patto di stabilità territoriale, che consente agli enti locali di fare investimenti, quindi di mobilitare opere e cantieri per lo sviluppo, e di premiare i virtuosi con un 5 per cento di queste risorse».

A tal fine, verrà elaborato un apposito indice, che terrà conto dei seguenti 4 parametri: flessibilità del bilancio (intesa come capacità di liberare risorse), livello di indebitamento, capacità programmatoria (misurata in termini di competenza e di cassa, sia sul versante delle entrate che sul versante delle spese) e infine autonomia finanziaria e capacità di riscossione. Si tratta di parametri abbastanza vicini a quelli previsti dalla manovra di luglio (art. 20, comma 2, del dl 98/2011). L'indice di virtuosità verrà calcolato su un arco di tempo corrispondente all'ultimo triennio (allo scopo di minimizzare o eliminare eventuali effetti distorsivi correlati a eventi legati ad uno specifico esercizio) e terrà conto della diversa dimensione demografica e delle diverse condizioni di contesto dei singoli enti. In ogni caso, la quota di plafond attribuibile a ciascun ente non potrà superare una percentuale (40% per le province e 35% per i comuni) dell'importo complessivamente riservato al comparto.

Patto orizzontale. Il patto orizzontale verrà attivato solo qualora l'ammontare di spazi finanziari che gli enti sono disposti a cedere o acquisire risultino almeno pari, disgiuntamente, alla riserva premiale di cui sopra.

Il presidente dell'Anci Attilio Fontana, sindaco di Varese, ha sottolineato che i comuni lombardi hanno 8 miliardi di residui passivi immobilizzati, che in questo modo possono iniziare a essere spesi. Anche Carioni punta molto sull'accordo. «Allentiamo la stretta e facciamo lavorare la nostra gente nei cantieri», ha detto il presidente della provincia di Como. «Da premiare infatti è chi fa più opere, non chi non le fa».

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