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Coop, costi segnati

del 29/10/2011
di: di Andrea Bongi
Coop, costi segnati
Per le cooperative di produzione e lavoro i costi relativi alle prestazioni eseguite da dipendenti o collaboratori dell'impresa appaltatrice non rilevano ai fini della determinazione del requisito della mutualità prevalente. Tali costi rileveranno invece ai fini del calcolo di deducibilità integrale o meno dall'imponibile Ires dell'imposta regionale sulle attività produttive.

È questo, in estrema sintesi, il contenuto saliente della risoluzione n. 104/e diffusa ieri dall'agenzia delle entrate in merito al trattamento dei contratti di appalto ai fini delle agevolazioni fiscali ex articolo 11 del dpr n. 601 del 1973.

Il suddetto intervento di prassi amministrativa era stato richiesto da una direzione regionale la quale, con riferimento alle società cooperative di produzione e lavoro, chiedeva lumi circa il trattamento dei costi relativi all'opera resa da terzi soggetti tramite contratti di appalto per lo svolgimento dell'attività sociale.

Il dubbio nasceva dal fatto che ai sensi del primo comma dell'articolo 2513 del codice civile gli amministratori ed i sindaci della società cooperativa devono evidenziare contabilmente che il costo del lavoro dei soci supera del cinquanta per cento il costo del lavoro totale di cui all'articolo 2425, primo comma, punto b) dello stesso codice civile, computate «le altre forme di lavoro inerenti lo scopo mutualistico». Sulla base di quest'ultimo inciso, si legge nella risoluzione in commento, è da ritenere che nel costo del lavoro debbano essere ricomprese anche le altre forme di lavoro basate su contratti «atipici» diversi da quello subordinato, come ad esempio il lavoro autonomo o le collaborazioni, solo se le stesse abbiano un collegamento diretto con l'attuazione del rapporto mutualistico.

Nel caso dei contratti di appalto invece il corrispettivo pagato dalla cooperativa di produzione e lavoro per le opere ad essa eseguite da terze imprese non rileva ai fini del compiuto del requisito della mutualità prevalente. Nel contratto di appalto infatti il committente non diventa parte del rapporto di lavoro che lega i dipendenti alla società appaltatrice mentre i costi che la società appaltante sostiene in virtù di tale contratto costituiscono costi per servizi da computarsi nella voce B9 del conto economico e non costi di lavoro.

Dalla sussistenza del requisito della prevalenza del lavoro dei soci, ricorda la risoluzione, derivano poi le agevolazioni fiscali riservate alle cooperative a mutualità prevalente tra le quali quella relativa all'esclusione dal reddito imponibile della quota pari al 60% degli utili netti annuali destinati a riserve indivisibili. Agevolazione quest'ultima oggetto di recente revisione ad opera del decreto legge n. 138 del 13 agosto 2011.

Le cooperative di produzione e lavoro, ricorda inoltre il documento di prassi, possono fruire di una esenzione Ires pari alla quota dell'Irap imputata al conto economico nell'ipotesi in cui le retribuzioni corrisposte ai soci non risultino inferiori al cinquanta per cento dell'ammontare complessivo di tutti gli altri costi ad eccezione di quelli relativi alle materie prime e sussidiari. Esenzione dall'imponibile Ires che scenderà al cinquanta per cento dell'Irap qualora l'ammontare delle retribuzioni sia inferiore al cinquanta per cento ma non al venticinque per cento dell'ammontare degli altri costi.

Poiché quest'ultima agevolazione tributaria, diversamente dalle disposizioni del codice civile relative al requisito della mutualità prevalente, mette a confronto il costo del lavoro dei soci con il totale dei costi sostenuti dalla cooperativa escludendo solo i costi per materie prime e sussidiarie, deve ritenersi che i costi relativi alle prestazioni dell'impresa appaltatrice siano da computarsi ai fini del detto rapporto previsto dall'articolo 11 del dpr 601/1973.

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