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Immobili, liti al giudice di pace

del 29/10/2011
di: di Donatella C. Marino
Immobili, liti al giudice di pace
Inversione di rotta delle sezioni unite della Cassazione sulle competenza delle controversie immobiliari. La sentenza 21582, depositata lo scorso 19 ottobre, sottrae ai giudici togati le «controversie risarcitorie relative a beni immobili» (di valore inferiore ai 5 milioni di euro) per attribuirle al giudice di pace. Per gli Ermellini è «difficilmente tollerabile» il dispendio di risorse causato da liti di limitato valore. Il nuovo principio di diritto quindi, chiarisce la Corte, è di «indubitabile rilevanza non solo giuridica» perché si tratta di tematica di largo interesse «che va in aiuto all'intento deflattivo mostrato dal legislatore ormai da lungo tempo». Il principio di diritto, nello specifico, opera in ambito procedurale: travolge il principio (a oggi dominante) che escludeva dalla competenza del giudice di pace tutte le controversie immobiliari, cioè tutte le cause «afferenti a diritti tanto reali quanto personali relativi a beni immobili», dichiarando invece «la competenza del giudice di pace (nei limiti della sua competenza per valore) (5.000 euro, ndr) «nelle controversie risarcitorie relative a beni immobili». Incidentalmente poi la Corte tocca altri temi. Contesta, per esempio, il «sacrario della proprietà immobiliare», sottolineando che il «profondo mutamento socio-economico di tale concetto negli ultimi decenni» renderebbe «non più attuale la sua «collocazione al vertice dei valori meritevoli di tutela» e non giustificherebbe più, quindi, l'attribuzione in via esclusiva dell'intera materia ai già sovraccaricati giudici togati. In altri passaggi la sentenza riabilita invece la figura del giudice di pace, « investito di una competenza ben più che bagatellare», ridisegnando i confini di questa figura e i suoi nuovi obiettivi deflattivi. Si intravedono comunque possibili difficoltà nell'applicazione della decisione: le liti relative a pretese risarcitorie connesse a un bene immobile restano di competenza del tribunale se una delle parti ha posto «una questione proprietaria» quale oggetto di una esplicita richiesta di accertamento incidentale. Lo spostamento di competenza però opera solo e «sempre che tale richiesta non appaia, ictu oculi, alla luce delle evidenze probatorie, infondata e strumentale, allo spostamento di competenza» al giudice togato. In pratica, se risulta evidente l'intento dilatorio di una parte che cerca di rallentare il corso della giustizia con pretestuose contestazioni, la competenza resta in capo al giudice di pace.

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