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Credito, l'assegno segue la pensione

del 28/10/2011
di: di Carla De Lellis
Credito, l'assegno segue la pensione
L'allungamento dell'età di pensione alle lavoratrici (65 anni dal 1° gennaio 2026) proroga anche gli assegni straordinari all'esodo. In particolare, dal 1° ottobre 2011 il diritto alla pensione di vecchiaia (funzionale all'assegno straordinario) deve essere verificato in base alla nuova disciplina introdotta dalla manovra di fine estate (legge n. 14/2011). Lo spiega l'Inps nel messaggio n. 20343/2011.

L'esodo anticipato. I regolamenti dei fondi di solidarietà di settore, istituiti presso l'Inps ai sensi della legge n. 662/1996 (generalmente per il settore credito), non individuano requisiti specifici per l'accesso all'assegno straordinario. In via di principio, però, è previsto che il diritto all'assegno di sostegno al reddito è subordinato al conseguimento della prestazione pensionistica al momento della cessazione della prestazione straordinaria. Pertanto, spiega l'Inps, il diritto alla pensione del lavoratore (che, quindi, fissa con un calcolo a ritroso l'epoca di accesso all'assegno straordinario), deve essere verificato, al momento dell'accesso all'esodo, tenendo conto dei requisiti per la pensione da verificarsi sulla base della disciplina vigente alla data di uscita dal fondo di solidarietà.

Nuove regole dal 1° ottobre. In particolare, aggiunge l'Inps, per le lavoratrici ammesse alla prestazione straordinaria a decorrere dal 1° ottobre 2011, il diritto alla pensione di vecchiaia deve essere verificato in funzione della nuova disciplina dettata dall'articolo 1, comma 20, della legge n. 148/2011. La norma ha anticipato al 2014 (anziché dal 2020) il progressivo aumento del requisito anagrafico (età) delle lavoratrici del settore privato per la pensione di vecchiaia e per la pensione liquidata esclusivamente con il sistema contributivo; l'entrata a regime della nuova età (65 anni), dunque, risulta anticipato al 1° gennaio 2026 (anziché il 1° gennaio 2032). Ne consegue che le domande di assegno straordinario devono essere modificate, o integrate, ai sensi della nuova normativa. Infatti, nei casi in cui la data di scadenza dell'assegno straordinario indicata nella domanda non tenga conto delle nuove regole, la sede Inps competente segnala la circostanza all'azienda esodante, la quale deve provvedere alla presentazione di un'altra domanda ovvero all'integrazione della precedente, sottoscritta dal datore di lavoro e dal lavoratore, con l'indicazione della nuova scadenza.

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