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La deroga al Ccnl cambia i controlli

del 28/10/2011
di: di Simona D'Alessio
La deroga al Ccnl cambia i controlli
L'attività di vigilanza per la salvaguardia dei lavoratori non può non tenere conto della grande novità contenuta nella manovra di Ferragosto (decreto 138/2011): l'articolo 8 sul «sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità». E le intese raggiunte fra l'azienda e le associazioni di rappresentanza del personale su mansioni, orario di lavoro e incremento salariale potranno cambiare l'approccio ispettivo, ma non intaccare il necessario rispetto della legalità delle parti datoriali. È ciò che è emerso dalla IV conferenza nazionale sulla vigilanza in materia di lavoro, tenutasi ieri a Roma, alla presenza del ministro del welfare Maurizio Sacconi, secondo cui è «importante» che l'azione sia prevalentemente diretta verso le «violazioni sostanziali» e le condizioni di irregolarità che riguardano alcuni ambiti produttivi del Paese. Vi sono segmenti che, in talune zone d'Italia, soprattutto al Sud, «scontano un innegabile ritardo», ha continuato il numero uno del dicastero di via Veneto, citando come esempio l'agricoltura, «che può modernizzarsi, può accorciare la filiera, però senza uscire da un'ottica di risparmio in termini di legalità». Le operazioni ispettive, tuttavia, dovranno sperimentare anche nuove formule, ha dichiarato Giuseppe Lucibello, direttore generale dell'Inail, «se, considerando il taglio del 30% in cinque anni agli organici, si vorrà garantire un adeguato livello» di controllo. Nel frattempo, si è inserita Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, «sarà interessante capire se, in un contesto come quello italiano, nel quale il tessuto produttivo è composto prevalentemente da piccole e medie imprese, in buona parte non sindacalizzate, l'articolo 8 agirà, o meno, da sprone per compiere una scelta associativa». Ciò su cui le aziende potranno sicuramente contare, ha proseguito, sarà «l'impegno» della sua categoria professionale nell'assisterle, combattendo la battaglia per «la semplificazione burocratica, perché nessuno guadagna da adempimenti inutili». E, lanciando come provocazione quella di arrivare in futuro ad una certificazione dei contratti aziendali, Calderone ha ricordato il ruolo dei consulenti nelle relazioni industriali: «Siamo i primi ammortizzatori sociali, perché disinneschiamo le difficoltà. Perciò, accettiamo anche questa sfida», scaturita dall'entrata in vigore della nuova normativa.
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