Consulenza o Preventivo Gratuito

Visura sbagliata, paga il notaio

del 28/10/2011
di: di Debora Alberici
Visura sbagliata, paga il notaio
Il notaio che non fa correttamente le visure tacendo quindi un'ipoteca pregiudizievole per la compravendita immobiliare è tenuto, insieme al venditore, a risarcire il cliente compratore.

Lo ha ribadito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 22398 del 27 ottobre 2011, ha respinto il ricorso di una professionista che, dato l'arretrato in cui versava all'epoca la conservatoria, non aveva eseguito la visura su un immobile risultato poi soggetto a ipoteca.

In particolare la donna si era difesa rivendicando una limitazione delle sua responsabilità professionale dovuta al grande arretrato in cui si trovavano le conservatorie e quindi l'impossibilità di fare correttamente la visura. La professionista invocava insomma l'applicazione dell'articolo 2236 del codice civile.

Nulla da fare su entrambe i motivi di ricorso. Per la Cassazione, infatti, la norma è inapplicabile a questi casi. Infatti, «in relazione alla inosservanza dell'obbligo di espletare la visura dei registri immobiliari in occasione di una compravendita immobiliare, il notaio non può invocare la limitazione di responsabilità prevista per il professionista dall'art. 2236 cod. civ. con riferimento al caso di prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici, di speciale difficoltà (nella specie per l'arretrato in cui versavano le Conservatorie all'epoca dalla stipula e per la necessità di esaminare le annotazioni provvisorie di cui al cd. mod. 60), in quanto tale inosservanza non è riconducibile a un'ipotesi di imperizia, cui si applica quella limitazione, ma a negligenza o imprudenza, cioè alla violazione del dovere della normale diligenza professionale media esigibile ai sensi del secondo camma dell'art. 1176 cod. civ., rispetto alla quale rileva anche la colpa lieve».

Sul fronte della limitazione di responsabilità sancita dall'articolo 2236 del codice civile, la terza sezione civile ha sottolineato che l'attenuazione delle responsabilità non riguarda la diligenza del professionista bensì la prudenza e la perizia. Insomma, perché possa entrare in gioco la norma il problema al professionista non solo deve avere tecnica ma deve, per di più, riguardare prestazioni coinvolgenti problemi tecnici nuovi, di speciale complessità, per i quali è richiesto un impegno intellettuale superiore a quello professionale medio e con conseguente presupposizione di preparazione anch'essa superiore alla media.

Ora il verdetto è diventato definitivo: il notaio di Roma dovrà risarcire un cliente per non aver fatto le dovute visure su un immobile oggetto di compravendita. Poco dopo era infatti venuta fuori un'ipoteca che il professionista non aveva accertato mentre la parte venditrice aveva taciuto. È a questo punto che il compratore si è rivolto al Tribunale della Capitale chiedendo il risarcimento dei danni (in sentenza non è specificata l'entità). I giudici di primo grado hanno accolto l'istanza. Poi la Corte d'appello ha confermato: l'arretrato della conservatoria non limita la responsabilità del professionista.

vota