«I piccoli tribunali», spiega il presidente dell'Ente, l'avvocato Alberto Bagnoli, «non sono dei semplici uffici, ma presidi di democrazia e legalità, uno strumento in mano ai cittadini per far valere i propri diritti. Per questo motivo, qualsiasi tentativo di riorganizzare la distribuzione degli uffici giudiziari deve essere programmata non secondo logiche imprenditoriali, ma di efficienza, in modo serio e coerente alle esigenze del territorio. E chi è che conosce meglio queste esigenze se non gli avvocati, che quotidianamente amministrano la giustizia? Per questo, quando si parla di geografia giudiziaria, è impensabile escludere l'Avvocatura da un confronto. Non affermiamo nulla di strano, dal momento che anche il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto sulla questione auspicando che i tribunali minori sparsi sul territorio nazionale non vengano soppressi in modo indiscriminato».
Proprio per ribadire la sua contrarietà in merito al modo e al merito del provvedimento, il Comitato dei delegati di Cassa forense ha adottato una delibera con cui chiede al ministro della Giustizia, Nitto Francesco Palma, un tavolo di confronto con tutti gli organi dell'Avvocatura per affrontare il delicato tema della rimodulazione della geografia giudiziaria. «Ogni riforma va fatta nell'interesse dei cittadini e deve essere portata avanti ascoltando le opinioni di chi è direttamente coinvolto», ha aggiunto Bagnoli, «il mestiere degli avvocati è quello di difendere i cittadini ed è solo aprendo un dibattito con la categoria che il Governo può agire nell'interesse di tutti».
