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I ministeri vigilanti non premiano le Casse che si riformano

del 27/10/2011
di: di Ignazio Marino
I ministeri vigilanti non premiano le Casse che si riformano
C'è chi, come la cassa di previdenza dei giornalisti, ha varato la riforma per garantirsi la sostenibilità dei propri conti. E chi, come l'ente dei dottori commercialisti, ha rivisto le regole interne al fine di migliorare le pensioni delle future generazioni. Tutti hanno in comune una lunga attesa per l'approvazione ministeriale delle delibere trasmesse, alcune addirittura in primavera, che bene non fa al sistema privatizzato. Silenzio, quello degli organismi vigilanti, che se non preoccupa (almeno ufficialmente) i presidenti delle gestioni non lascia nemmeno dormire sonni tranquilli vista la posta in gioco. Dopo il via libera all'istituto pensionistico dei ragionieri di alcuni interventi a favore della tutela previdenziale dei tirocinanti (si veda IO di ieri), ItaliaOggi ha messo a fuoco alcune delle riforme più importanti al vaglio dei ministeri del lavoro e dell'economia. La questione sarà anche affrontata domani durante il convegno nazionale dei giovani dottori commercialisti a Parma alla presenza dei vertici di diverse casse. Vediamo di cosa si tratta.

Giornalisti. È una delle riforme più organiche quella approvata nei mesi passati dall'Istituto nazionale di previdenza guidato da Andrea Camporese (anche presidente dell'Adepp). Se non altro perché risponde a un disegno preciso di riportare i conti in equilibrio dopo aver appurato, con il bilancio tecnico al 31/12/2009, l'assenza di quella sostenibilità dei bilanci chiesta dalla Finanziaria del 2007. L'Inpgi ha trasmesso ai ministeri vigilanti, il 19 luglio 2011, tre delibere aventi a oggetto rispettivamente: l'aumento dell'aliquota contributiva per l'assicurazione di invalidità, vecchiaia e superstiti a carico dei datori di lavoro, la concessione di sgravi contributivi per gli editori che decidono nuove assunzioni ed infine l'aumento graduale dell'età pensionabile delle donne. Sempre in attesa di essere definitivamente licenziata dai medesimi dicasteri è anche la delibera del Comitato amministratore della gestione separata che, recependo la legge 111/2011, stabilisce per i soggetti già pensionati, ma che continuano a svolgere la propria attività giornalistica dopo il pensionamento, l'obbligo di iscriversi e versare i contributi presso l'Inpgi. Quest'ultima è stata inviata invece il 29 settembre 2011.

Dottori commercialisti. Non è meno importante la riforma varata a fine maggio 2011 dalla cassa guidata da Walter Anedda. La Cnpadc, non dovendosi preoccupare della solidità dell'ente, sta da tempo lavorando su un sistema premiante in grado di migliorare le future prestazioni previdenziali (oggi il tasso si sostituzione si aggira intorno al 25%) dopo il passaggio al poco generoso metodo di calcolo delle pensioni di tipo contributivo. Dunque l'ente ha chiesto di poter aumentare (dal prossimo anno) l'aliquota soggettiva dal 10 al 12% in tre anni e il mantenimento sine die del contributo integrativo (a carico del cliente) al 4%. L'incremento di quest'ultimo garantirebbe la possibilità di riconoscere sui montanti pensionistici degli iscritti importi percentualmente superiori alla contribuzione effettivamente versata (per esempio, a fronte del versamento di soggettivo con l'aliquota del 12%, verrà riconosciuto sul montante individuale l'equivalente del 15%).

Geometri. A maggio 2011 la Cipag guidata da Fausto Amadasi ha adottato una serie di misure che intervengono sulla misura delle prestazioni nel lungo periodo. Sotto il profilo contributivo è stato disposto dal 1° gennaio 2015 l'innalzamento graduale del minimo soggettivo e della relativa aliquota, rispettivamente pari a 3.250 euro e 15% a regime dal 2017. Parallelamente a tale aumento e con la medesima decorrenza è stato proposto l'innalzamento dell'aliquota del contributo integrativo dal 4 al 5%. Sotto il profilo delle prestazioni, è stato aumentato l'arco contributivo ai fini del calcolo della pensione che, a partire dal 1° gennaio 2015, verrà portato dai migliori 25 anni sugli ultimi 30 ai migliori 30 anni sugli ultimi 35. Dunque, anche in questo caso misure piuttosto incisive che restano in attesa dell'approvazione.

Infermieri. È stata trasmessa solo pochi giorni fa, il 17 ottobre, ma la sua approvazione segnerà la via. Considerando che l'ente guidato da Mario Schiavon ha approvato velocemente una riforma per migliorare i futuri trattamenti pensionistici sfruttando l'opportunità della legge Lo Presti. Le misure dovrebbero entrare in vigore dal 1° gennaio 2012. In particolare la contribuzione integrativa salirebbe al 4% (oggi è al 2%) in modo che il versamento, calcolato sul volume d'affari conseguito, vada per il 2% all'incremento del montante e per il 2% al fondo per spese di gestione e solidarietà. Da una prima valutazione fatta dalla cassa sul tasso di sostituzione (il rapporto fra la prima pensione e l'ultimo stipendio, ndr) questo dovrebbe arrivare oltre il 60%. Ineludibile un ritocco al contributo soggettivo, da compiere attraverso un innalzamento progressivo, in cinque anni, dell'aliquota dal 10 fino al 16% del reddito netto.

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