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Il condono salva il rimborso

del 27/10/2011
di: di Debora Alberici
Il condono salva il rimborso
La Cassazione aggiunge un tassello alla complessa disciplina dei condoni fiscali. La definizione della lite non fa cadere il diritto del contribuente al rimborso delle somme non contestate. È quanto sancito dalla sezione tributaria che, con la sentenza n. 22262 del 26 ottobre 2011, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle entrate.

Affrontando una questione nuova i giudici di legittimità hanno affermato che «la definizione della lite fiscale ai sensi dell'articolo 16 della legge 289/2002 preclude al contribuente soltanto la restituzione delle somme versate per le imposte in relazione alle quali l'avviso impugnato contenga una pretesa impositiva contestata non preclude la restituzione delle somme versate per imposte che, pur contemplate nell'avviso, non abbiano formato oggetto di pretesta impositiva». Questa conclusione è suffragata, ha aggiunto la Cassazione, dalla giurisprudenza secondo cui il condono elide la pretesa impositiva unitamente all'impugnazione del contribuente. In questo modo, cioè, viene chiarito che gli effetti del condono operano in un perimetro segnato, da un lato, dalla pretesa impositiva dell'ufficio e dall'altro dalla correlativa impugnazione del contribuente.

In diverse occasioni e in relazione a diversi condoni la stessa Corte di cassazione ha sottolineato che la definizione «pone il contribuente di fronte a una libera scelta fra trattamenti distinti, che non si intersecano fra loro: o coltivare la controversia nei modi ordinari, conseguendo, ove del caso, i rimborsi di somme indebitamente pagate, oppure corrispondere quanto dovuto per la definizione agevolata, ma senza possibilità di riflessi o interferenze con quanto eventualmente già corrisposto sulla linea del procedimento ordinario».

Il caso riguarda un'azienda di Firenze che aveva chiesto un rimborso Irpeg per il 1990 su somme mai contestate dal fisco. Contestualmente aveva aderito a un condono, nello stesso anno (Irpeg, Ilor). Per questo l'ufficio aveva respinto l'istanza di rimborso della parte d'imposta mai chiesta dall'amministrazione. Così la contribuente ha presentato ricorso alla Ctp e lo ha vinto. La Ctr del capoluogo toscano ha confermato il verdetto.

Ora la Cassazione lo ha reso definitivo. Anche la Procura generale del Palazzaccio aveva chiesto di respingere il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

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