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Redditometro senza adeguamenti

del 27/10/2011
di: di Andrea Bongi
Redditometro senza adeguamenti
Ad ognuno la sua presunta coerenza fra reddito e capacità di spesa. Per tutte le persone fisiche capaci di agire il nuovo redditometro attribuirà una soglia di coerenza fra spese presumibilmente sostenibili e reddito dichiarato. Sulla base di tali stime effettuate dall'applicativo il contribuente potrà decidere se adeguare il reddito o se aspettare le mosse dell'Agenzia delle entrate. E tutto ciò indipendentemente dall'aver effettivamente sostenuto tale livello di spese e dal tipo di reddito conseguito, dall'eventuale regime contabile adottato e dall'assoggettamento o meno ad altre metodologie di accertamento di natura presuntiva come, per esempio, gli studi di settore.

Nelle intenzioni dell'agenzia delle entrate, esplicitate durante la presentazione del nuovo accertamento sintetico, il redditometro di seconda generazione deve «innanzitutto assumere una specifica valenza ai fini della compliance». La sua funzione deve essere quindi prevalentemente quella di orientare i livelli di reddito dichiarati dalle persone fisiche con necessità di adeguamento al rialzo degli stessi in presenza di incoerenze fra le spese sostenute ed i redditi dichiarati. Operazione praticamente impossibile per i lavoratori dipendenti.

I problemi che si evidenziano fin da subito in ordine a tale possibilità, che peraltro le Entrate si auspicano costituisca la via maestra seguita dai contribuenti, sono essenzialmente due.

Il primo riguarda i tempi previsti per la diffusione della versione definitiva del nuovo software di calcolo e la retroattività dell'accertamento sintetico al periodo d'imposta 2009. Se infatti la sperimentazione del nuovo redditometro terminerà a fine febbraio, come annunciato durante la conferenza stampa di presentazione, a tale data saranno ormai immodificabili non solo i redditi del 2009 ma anche quelli del 2010.

Ecco allora che per i primi due periodi d'imposta di applicazione del nuovo strumento di accertamento sintetico nessun contribuente, salva la possibilità di ricorrere al condono qualora lo stesso fosse inserito in uno dei prossimi provvedimenti normativi allo studio, potrà adeguare il reddito dichiarato a quello presunto calcolato dal nuovo applicativo.

Il secondo aspetto riguarda invece la possibilità stessa di effettuare un adeguamento del reddito o dei redditi dichiarati. Allo stato attuale, dichiarativi alla mano, gli unici che potrebbero aumentare il proprio reddito sono i titolari di redditi di lavoro autonomo, d'impresa e di partecipazione. Per gli altri contribuenti infatti non esiste uno spazio fisico della dichiarazione dove poter procedere a un incremento del reddito complessivo dichiarato. Per comprendere la problematica prendiamo l'esempio illustrato dalle entrate durante la presentazione del nuovo redditometro. Si tratta di un nucleo familiare formato da due coniugi e due figli a carico nel quale i produttori di reddito sono solamente i genitori. La valorizzazione tramite il nuovo redditometro delle voci di spesa conduce alla stima di una soglia di coerenza dei redditi complessivamente posseduti da questo nucleo familiare pari a 107.000 euro. I due coniugi però non arrivano a 60 mila euro annui di reddito prodotto e pertanto potrebbero modificare il loro comportamento dichiarativo sanando la suddetta incoerenza. Dovrebbero cioè aumentare i loro redditi dichiarati fino a raggiungere la soglia di tranquillità fiscale. L'esempio non precisa però due aspetti importanti: quali tipologie di reddito hanno prodotto ciascuno dei due coniugi e come potrebbero procedere all'adeguamento in dichiarazione dello stesso. Se, ad esempio, entrambi fossero titolari unicamente di redditi di lavoro dipendente l'operazione adeguamento non potrebbe che apparire, almeno allo stato attuale, una vera e propria «mission impossibile». Impensabile infatti dichiarare redditi da lavoro dipendente diversi ed ulteriori rispetto a quelli certificati dal sostituto d'imposta né tantomeno «inventarsi» un reddito di altra natura procedendo alla compilazione di uno degli altri quadri del modello Unico.

La situazione potrebbe migliorare qualora almeno uno dei due coniugi sia il possessore di un reddito di lavoro autonomo o d'impresa. In questi casi infatti i quadri della dichiarazione prevedono già delle possibilità di adeguamento dei redditi dichiarati per effetto, ad esempio, delle verifica di congruità in ordine agli studi di settore o ai parametri. Spesso tuttavia l'adeguamento avviene per ricavi o compensi più che per reddito e ciò vorrebbe dire corrispondere non soltanto maggiori imposte sul reddito adeguato ma anche l'eventuale Iva dovuta sui maggiori corrispettivi.

La possibilità di adeguamento in dichiarazione è infatti una delle principali novità che caratterizzano il redditometro di seconda generazione che dovrà essere appositamente disciplinata ed inserita all'interno dei modelli di dichiarazione dei redditi delle persone fisiche.

Da ultimo è opportuno non dimenticare un ulteriore aspetto. Il nuovo redditometro effettuerà delle stime della capacità di reddito basate sulle voci indicative di capacità di spesa attraverso l'utilizzo di complesse formule statistico-matematiche. La soglia di coerenza dell'esempio sopra ricordato rappresenta dunque soltanto un livello stimato di reddito sulla base delle funzione di regressione assegnata dal software a quel nucleo familiare. Ecco allora che in casi di evidente sproporzione fra ciò che il programma stima e la realtà per i contribuenti i problemi potrebbero essere molteplici.

In materia di accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche le presunzioni che assistono il fisco sono di natura legale relativa e non semplice o addirittura semplicissima, come avviene invece per gli studi di settore. Ciò significa che durante il contraddittorio preventivo con l'ufficio, al quale saranno chiamati i contribuenti con scostamenti elevati fra il reddito dichiarato e il reddito stimato sulla base della presunta capacità di spesa, saranno questi ultimi a dover dimostrare che le stime del fisco non quadrano. Ci saranno tuttavia aspetti che anche nel corso del contraddittorio difficilmente potranno trovare una soluzione. È il caso, ad esempio, della variabile territoriale che influenza le stime del nuovo redditometro. La suddivisone del paese in cinque soli macroaree non potrà che portare a stime fuorvianti in base alle quali la capacità di reddito dello stesso nucleo familiare sarà identica sia che la stesso viva nel centro di Roma che in un paesino della provincia laziale.

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