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Avvisi bonari Inps in vista

del 26/10/2011
di: di Anna Linda Giglio
Avvisi bonari Inps in vista
Assegni familiari nel mirino dell'Inps. A finire sotto la lente degli ispettori previdenziali sono le denunce aziendali Dm-10 relative al 2008 e al 2009 per le quali sono state riscontrate irregolarità nei conguagli degli importi spettanti ai lavoratori per i familiari a carico. In particolare, come spiega la circolare n. 136/2011, i controlli riguardano i nuclei familiari con entrambi i genitori e almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili, ovvero la famiglia tipo alla quale va circa l'80% delle somme conguagliate a titolo di Anf.

L'assegno per il nucleo familiare spetta ai lavoratori dipendenti i cui nuclei siano composti da più persone i redditi delle quali rientrino nei limiti stabiliti annualmente. L'importo dell'Anf è calcolato in base ai componenti della famiglia e al totale dei redditi ed è erogato dal datore di lavoro (al quale va presentata apposita richiesta con il modello Anf/dip) per conto dell'Inps, portando a conguaglio gli importi erogati in sede di versamento dei contributi dovuti e dichiarati con le denunce contributive.

Tre le tipologie di conguagli «sospetti» riscontrati dall'Inps: erronea attribuzione della classe reddituale e dunque erogazione di importi superiori a quelli spettanti; la somma dei redditi da lavoro dipendente del nucleo familiare non raggiunge almeno il 70% del reddito complessivo, e dunque l'assegno familiare non spetta; oppure più persone dello stesso nucleo familiare percepiscono il trattamento di famiglia.

Sulla base delle citate anomalie, è stata stilata una lista di aziende che entro il mese di novembre 2011 saranno sottoposte ai controlli dell'Istituto, che saranno diretti a verificare le dichiarazioni reddituali rilasciate dal lavoratore con il modello Anf/dip, se le comunicazioni Emens e i conguagli contributivi sono coerenti con quanto dichiarato dal lavoratore e se i conguagli effettuati dall'azienda trovano materiale riscontro nelle prestazioni erogate al lavoratore. E per verificare la correttezza del comportamento dell'azienda, i riflettori saranno puntati sul modello Anf/dip, sulla dichiarazione retributiva e contributiva dell'azienda e sulla busta paga del lavoratore. Sulla base dei riscontri gli uffici inviteranno le aziende al contraddittorio, nel corso del quale dovrà essere esibita la documentazione relativa alle prestazioni erogate ai dipendenti. All'esito della convocazione, sarà redatto processo verbale senza addebito, quando l'azienda dimostri la correttezza del conguaglio effettuato, con addebito nel caso in cui l'indebito conguaglio sia accertato e debba essere attivato il recupero della contribuzione non versata. L'atto successivo sarà una diffida all'azienda con l'intimazione al pagamento di quanto dovuto a titolo di contributi e sanzioni, per omissione o evasione a seconda della gravità riscontrata, alla quale l'azienda potrà adempiere effettuando il pagamento con modello F24 entro 30 giorni. In caso contrario si passerà alla procedura esecutiva tramite Equitalia.

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