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Attività inquinate Scatta la confisca

del 26/10/2011
di: di Debora Alberici
Attività inquinate Scatta la confisca
Alle società può essere confiscato l'intero patrimonio e il relativo compendio aziendale quando è probabile che l'intera attività sia «inquinata» con gli affari illeciti di cui è sospettato l'amministratore.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza numero 38538 del 25 ottobre 2011, ha confermato il sequestro finalizzato alla confisca dell'intero patrimonio societario amministrato da un uomo finito nel mirino degli inquirenti per usura.

Ad avviso degli Ermellini, «il sequestro preventivo funzionale alla confisca del profitto del reato può riguardare una intera società ed il relativo compendio aziendale quando sia riscontrabile un inquinamento dell'intera attività della stessa, così da rendere impossibile distinguere tra la parte lecita dei capitali e quella illecita».

In sentenza la Cassazione ha fatto anche una serie di interessanti considerazioni per giungere alla conferma del sequestro dei beni della moglie dell'indagato. Infatti, «in tema di sequestro preventivo propedeutico alla confisca di cui all'art. 12 sexies d 1. 8 giugno 1992, n 306, conv. in l. 7 agosto 1992, n. 356, sussiste, a carico del titolare apparente di beni, una presunzione di illecita accumulazione patrimoniale, in forza della quale è sufficiente dimostrare che il titolare apparente (nella specie coniuge dell'indagato) non svolge un'attività tale da procurargli il bene, per invertire l'onere della prova ed imporre alla parte di dimostrare da quale reddito legittimo proviene l'acquisto e la veritiera appartenenza del bene medesimo». In questo caso specifico la coppia aveva dichiarato un reddito molto basso del tutto inidonei a giustificare il patrimonio accumulato».

In motivazioni gli Ermellini hanno sottolineato inoltre che non è necessaria la condanna per il blocco totale dei beni dell'azienda essendo sufficiente un quadro indiziario grave. Insomma può bastare «l'astratta configurabilità di un'ipotesi di reato» tanto che il Tribunale del Riesame deve limitarsi a verificare che le indagini siano protette, al di là della successiva condanna.

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