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L'atto notarile non dimostra il pagamento dell'Iva

del 26/10/2011
di: Debora Alberici
L'atto notarile non dimostra il pagamento dell'Iva
L'atto notarile in cui si certifica che il prezzo della compravendita immobiliare è stato versato per intero non dimostra che l'acquirente abbia pagato al compratore anche l'Iva. È quanto si evince dalla sentenza numero 22084 della Corte di cassazione depositata il 25 ottobre 2011 e con la quale è stato respinto il ricorso di una compratrice. Alla donna era stato contestato dal venditore di non aver pagato l'Iva. Per questo il giudice aveva spiccato decreto ingiuntivo. Lei lo aveva impugnato sostenendo che da una clausola contrattuale e dall'atto del notaio si evinceva il versamento dell'imposta. Il professionista aveva infatti scritto: «Prezzo pagato per intero». Il giudice le aveva dato ragione ma poi il verdetto è stato ribaltato in secondo grado. Quindi il ricorso della donna in Cassazione. I giudici hanno reso definitiva la decisione sostenendo che «correttamente il Tribunale ha escluso che il notaio partecipi alla fase di riscossione dell'imposta che grava sul cedente dei beni e servizi, il quale ha rivalsa nei confronti del cessionario».

Le motivazioni contengono un'altra interessante precisazione sull'interpretazione delle clausole contrattuali e più in particolare sulle eccezioni non rilevabili d'ufficio dal giudice. Queste sono infatti «solo quelle in cui la manifestazione della volontà della parte sia strutturalmente prevista quale elemento integrativo della fattispecie difensiva (come nel caso di eccezioni corrispondenti alla titolarità di un'azione costitutiva), ovvero quando singole disposizioni espressamente prevedano come indispensabile l'iniziativa di parte, dovendosi in ogni altro caso ritenere la rilevabilità d'ufficio dei fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultanti dal materiale probatorio legittimamente acquisito». Anche la Procura generale della Suprema corte aveva sollecitato in udienza la bocciatura del ricorso della compratrice. La prova sul pagamento dell'Iva sembra farsi sempre più complessa. È di qualche giorno fa la notizia (sentenza della Cassazione numero 20802) secondo cui la fattura commerciale non è prova documentale circa l'esistenza del credito. Dunque, in caso di contestazione l'emittente deve provare l'esatto ammontare del debito. I testimoni possono smentire le prove documentali. In quell'occasione la seconda sezione civile del Palazzaccio ha respinto il ricorso di un fornitore di pane che sosteneva di non essere stato pagato per le fatture emesse.

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