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Pmi capitalizzate. Con 250 mln

del 25/10/2011
di: di Luigi Chiarello
Pmi capitalizzate. Con 250 mln
Un'azione congiunta per capitalizzare le pmi. Il mezzo sono 250 mln di euro, attivati da tre strumenti pubblici: 100 mln di euro dal Fondo europeo per gli investimenti, 100 mln di euro dall'omologo Fondo italiano di investimento e i restanti 50 mln di euro da Sace, l'Agenzia di credito all'esportazione controllata dal ministero dell'economia. L'iniziativa è stata presentata ieri da ministero dell'economia, Borsa Italiana, Banca europea per gli investimenti, Fondo italiano d'investimento e Sace. Ma è all'importo di minor dimensione che fa capo lo strumento più innovativo: per la prima volta in Italia un investitore «istituzionale», in questo caso Sace, entrerà nel segmento small cap. L'obiettivo è rafforzare la struttura patrimoniale delle pmi italiane, che hanno propensione all'esportazione più elevata rispetto ai competitor europei e che, spesso, risultano meno competitive per vincoli dimensionali. La dotazione Sace di 50 mln di euro è solo iniziale. Il budget potrebbe anche crescere. Ma, intanto, si sa già che il portafoglio relativo alle quotate non potrà scendere sotto il 60% della dotazione. L'operazione verrà condotta attraverso investimenti di medio lungo periodo (3-5 anni, secondo un approccio «value») in piccole e medie imprese quotate e in fase di quotazione, caratterizzate da un modello di business possibilmente orientato all'export.

Tra i criteri di selezione per gli investimenti nelle quotate non è previsto un limite inferiore di capitalizzazione di Borsa. A effettuare materialmente gli investimenti per conto di Sace sarà un gestore specializzato nel segmento small cap: Symphonia. Il tipo di investimento consisterà in partecipazioni «qualificate» entro il limite del 4%.

Come detto, in Italia il mercato finanziario non ha visto mai l'interesse di un investitore istituzionale in imprese a bassa capitalizzazione, a differenza di quanto avvenuto in Francia, dove iniziative del genere hanno avuto successo. Sace dovrà, dunque, fare da apripista per altri investitori privati nazionali e internazionali. A riguardo, giova ricordare due numeri: oggi Sace serve oltre 20 mila imprese; ha un patrimonio netto di 6,4 miliardi e riserve tecniche per 2,2 miliardi. E dalla trasformazione da ente pubblico in spa (nel 2004), Sace ha potuto distribuire all'azionista 5,6 miliardi tra dividendi e restituzione di capitale. Ed è passata da 14 miliardi di euro di operazioni assicurate nel 2004 ai 70 miliardi di euro di operazioni assicurate nel 2010.

Le azioni dei fondi di investimento. Un accordo di co-investimento tra Fondo europeo per gli investimenti e Fondo italiano di investimento mira a favorire la patrimonializzazione e lo sviluppo delle pmi attraverso il sostegno a fondi di capitale di rischio dedicati alla crescita. Anche qui, il piano prevede uno stanziamento iniziale di 100 milioni di euro per ciascuna delle due istituzioni; i budget saranno però rinnovabili per tranche. L'attività comune riguarderà la condivisione di informazioni in materia di opportunità di investimenti, l'istruttoria, l'analisi progettuale e finanziaria ed il successivo monitoraggio. La sinergia servirà a incrementare le risorse finanziarie disponibili per la crescita del sistema italiano delle imprese di piccola e media dimensione, permettendo di rafforzare e rendere trasparente la corporate governance dei fondi di investimento in cui sarà effettuato il commitment. Con l'ambizioso obiettivo di potere attrarre ulteriori, in seguito, risorse di capitale dal mercato sia domestico che internazionale.

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