Consulenza o Preventivo Gratuito

Liti fiscali, soglia a 50 mila per chiuderne gran parte

del 22/10/2011
di: Antonio Ranalli
Liti fiscali, soglia a 50 mila  per chiuderne gran parte
Innalzare la soglia massima a 50 mila euro per mettere fine a buona parte delle liti fiscali pendenti. È la proposta avanzata dal presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma in occasione del convegno «Definizione delle liti fiscali pendenti», che si è tenuto ieri a Roma. L'appuntamento è stato promosso, in collaborazione con la Direzione regionale del Lazio dell'Agenzia delle entrate, per fare il punto, normativo e operativo, sul condono delle liti fiscali pendenti, il cui termine di versamento delle somme dovute scade il prossimo 30 novembre. Al 31 dicembre 2010 su tutto il territorio italiano erano ben 597.343 i ricorsi pendenti presso le Commissioni tributarie provinciali, 117.982 quelli pendenti preso le Commissioni tributarie regionali e 207 mila presso la Commissione tributaria centrale, per un totale di 722.325 cause, gran parte delle quali aventi come ente impositore l'Agenzia delle entrate. «Un dato che non tiene conto», spiega il presidente dell'Odcec di Roma, Gerardo Longobardi, «dei ricorsi che si trovano in Corte di appello e in Cassazione. Quello che emerge è che abbiamo attualmente una norma sulla definizione delle controversie pendenti piuttosto limitata». Secondo Longobardi occorre innalzare la soglia delle controversie definibili dagli attuali 20 a 50 mila euro: «questo significa deflazionare ulteriormente il contenzioso. Si potrebbe al limite ipotizzare la definizione di tutte le controversie pendenti, senza limite di valore, escludendo quelle con riverberi penali: false fatturazioni, frodi carosello e fatturazioni per operazioni inesistenti. L'Erario potrebbe recuperare una somma consistente, intorno ai 3 miliardi di euro. Inoltre, un provvedimento di questo tipo eviterebbe lo spettro del condono, che la categoria non approva perché sfavorisce il rapporto con il contribuente ed è socialmente ed eticamente diseducativo». Per il direttore regionale del Lazio delle Entrate, Eduardo Ursilli, limitatamente alle pendenze dove è parte l'Agenzia delle entrate «solo nel Lazio, ci sono circa 35 mila controversie pendenti con valori inferiori a 20 mila euro. Alzando l'asticella a 50 mila euro attrarremmo molte più controversie con maggiori introiti collegati alla definizione delle stesse».

vota