Nuovi giudici
Il ddl stabilità interviene sul concorso da 960 posti da giudice tributario in corso di svolgimento e riservato ai giudici togati (ordinari, amministrativi, contabili e militari). In particolare, viene previsto il reclutamento di tutti i magistrati che hanno presentato domanda (circa 2.500), purché questi siano idonei, ossia in linea con i requisiti di ammissione. Ciò indipendentemente dal numero di posti messi a concorso. Coloro che risulteranno vincitori, quindi, saranno assegnati all'ufficio indicato come prima preferenza in soprannumero, fino a quando potranno occupare i posti in organico via via che i «titolari» usciranno di scena per motivi anagrafici. I giudici in eccesso sarebbero quindi oltre 1.500, creando un serbatoio di togati molto ampio da cui attingere per rimpiazzare i componenti in uscita (la maggior parte professionisti). Giovedì l'Associazione magistrati tributari ha incontrato il sottosegretario all'economia Luigi Casero, contestando con durezza la proposta di legge. «Si è sostanzialmente prevista per gli idonei un'area di parcheggio in attesa della successiva collocazione organica», spiega il presidente Amt, Ennio Attilio Sepe. Non solo. Il ddl stabilisce espressamente che tutti coloro che sono collocati in sovrannumero sono da considerarsi in servizio, «con le conseguenti implicazioni sul piano delle aspirazioni ad incarichi direttivi e semidirettivi e dell'elettorato attivo e passivo, nonostante siano giudici tributari solo sulla carta», evidenzia Sepe. L'Amt ha reso noto in un comunicato che contrasterà l'intervento «con tutte le risorse disponibili da parte di ciascuno». Uno scenario già vissuto in estate con le norme sull'incompatibilità automatica per i giudici iscritti a un albo professionale (poi attenuata e, di fatto, ricondotta alla situazione precedente).
Compensi
Dall'incontro Mef-Amt per i giudici sono emerse invece notizie più confortanti sul fronte del trattamento economico. In particolare, per le possibilità di aumento sono state prospettate tre ipotesi. La prima consiste nel pagamento delle ordinanze cautelari in misura pari alle sentenze per i componenti delle Ctp e aumento proporzionale per i compensi variabili dei componenti delle Ctr. La seconda soluzione è l'aumento per tutti del compenso variabile delle sole sentenze, inglobando di fatto il compenso per i provvedimenti cautelari. Infine, l'ultima possibilità riguarda l'aumento per tutti del compenso fisso nella misura del 70%.
