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Professionisti, Ctp addio

del 22/10/2011
di: Pagina a cura di Valerio Stroppa
Professionisti, Ctp addio
Giudici tributari di nuovo in allarme. I liberi professionisti rischiano un'altra volta di sparire dalle commissioni. Anche se in maniera meno drastica e più diluita nel tempo: man mano che andranno in pensione, saranno rimpiazzati da magistrati professionali. Dopo le polemiche legate all'incompatibilità della manovra estiva, culminate in un dietrofront del legislatore, stavolta a mettere in agitazione la magistratura fiscale sono le norme contenute nel disegno di legge di stabilità finanziaria approvato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi del 15 ottobre 2011). E a calmare le acque non sembrano essere sufficienti neppure le aperture del ministero dell'economia sul miglioramento del trattamento economico dei giudici. Ma andiamo con ordine.

Nuovi giudici

Il ddl stabilità interviene sul concorso da 960 posti da giudice tributario in corso di svolgimento e riservato ai giudici togati (ordinari, amministrativi, contabili e militari). In particolare, viene previsto il reclutamento di tutti i magistrati che hanno presentato domanda (circa 2.500), purché questi siano idonei, ossia in linea con i requisiti di ammissione. Ciò indipendentemente dal numero di posti messi a concorso. Coloro che risulteranno vincitori, quindi, saranno assegnati all'ufficio indicato come prima preferenza in soprannumero, fino a quando potranno occupare i posti in organico via via che i «titolari» usciranno di scena per motivi anagrafici. I giudici in eccesso sarebbero quindi oltre 1.500, creando un serbatoio di togati molto ampio da cui attingere per rimpiazzare i componenti in uscita (la maggior parte professionisti). Giovedì l'Associazione magistrati tributari ha incontrato il sottosegretario all'economia Luigi Casero, contestando con durezza la proposta di legge. «Si è sostanzialmente prevista per gli idonei un'area di parcheggio in attesa della successiva collocazione organica», spiega il presidente Amt, Ennio Attilio Sepe. Non solo. Il ddl stabilisce espressamente che tutti coloro che sono collocati in sovrannumero sono da considerarsi in servizio, «con le conseguenti implicazioni sul piano delle aspirazioni ad incarichi direttivi e semidirettivi e dell'elettorato attivo e passivo, nonostante siano giudici tributari solo sulla carta», evidenzia Sepe. L'Amt ha reso noto in un comunicato che contrasterà l'intervento «con tutte le risorse disponibili da parte di ciascuno». Uno scenario già vissuto in estate con le norme sull'incompatibilità automatica per i giudici iscritti a un albo professionale (poi attenuata e, di fatto, ricondotta alla situazione precedente).

Compensi

Dall'incontro Mef-Amt per i giudici sono emerse invece notizie più confortanti sul fronte del trattamento economico. In particolare, per le possibilità di aumento sono state prospettate tre ipotesi. La prima consiste nel pagamento delle ordinanze cautelari in misura pari alle sentenze per i componenti delle Ctp e aumento proporzionale per i compensi variabili dei componenti delle Ctr. La seconda soluzione è l'aumento per tutti del compenso variabile delle sole sentenze, inglobando di fatto il compenso per i provvedimenti cautelari. Infine, l'ultima possibilità riguarda l'aumento per tutti del compenso fisso nella misura del 70%.

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