Consulenza o Preventivo Gratuito

Imprese penalizzate dal Vies

del 22/10/2011
di: di Roberto Rosati
Imprese penalizzate dal Vies
Operatori nazionali penalizzati dal Vies: l'interpretazione dell'agenzia delle entrate, secondo cui nei trenta giorni dalla richiesta dell'autorizzazione non è possibile applicare il trattamento proprio delle operazioni intracomunitarie, pone le imprese italiane in una situazione svantaggiosa rispetto a quelle degli stati membri nei quali l'attribuzione del numero di partita Iva non è contestuale alla richiesta. Questa situazione, infatti, comporta che le imprese possono effettuare le operazioni intracomunitarie semplicemente documentando di avere già richiesto, ma non ancora ottenuto il numero identificativo. Lo sottolinea Assonime nella circolare n. 25 del 20/10/2011, commentando le indicazioni sul regime autorizzatorio alle operazioni intracomunitarie fornite dall'agenzia con la circolare n. 39/2011.

In merito al trattamento applicabile agli scambi effettuati nei trenta giorni dalla manifestazione della volontà di realizzare operazioni intracomunitarie, durante i quali il soggetto, pur essendo munito di partita Iva, non è ancora incluso nell'archivio Vies, Assonime evidenzia che l'agenzia ha adottato l'interpretazione più rigorosa, precisando che, in assenza dell'iscrizione nell'archivio, il contribuente non può applicare il regime proprio delle operazioni intracomunitarie, per cui le operazioni realizzate nel suddetto periodo vanno assoggettate al regime proprio delle operazioni interne, pena l'applicazione delle sanzioni previste per le violazioni sostanziali dall'art. 6 del dlgs n. 471/97 (eccetto che per le violazioni commesse prima dell'1/8/2011, data di emanazione della circolare 39).

L'interpretazione, ad avviso dell'associazione, oltre che eccessivamente penalizzante per gli interessati, suscita perplessità di ordine sistematico, in relazione all'art. 18 del regolamento Ue n. 282/2011, che, nel fissare le modalità della prova dello status di soggetto passivo comunitario del destinatario delle prestazioni, stabilisce che il prestatore deve ottenere dal destinatario il numero di identificazione Iva, della cui validità e corrispondenza deve poi ottenere conferma tramite il sistema Vies. La stessa disposizione, tuttavia, prevede che il destinatario possa fornire una prova alternativa nel caso in cui, pur avendone fatto richiesta, non abbia ancora ricevuto il numero di partita Iva. Ora, mentre l'agenzia ritiene che quest'ultima previsione non sia riferibile all'Italia, dove il numero di partita Iva è rilasciato al momento della richiesta, ma solo agli stati nei quali il rilascio è differito, l'associazione è invece dell'avviso che essa riguardi anche il soggetto nazionale che non viene iscritto nel Vies contestualmente all'attribuzione del numero di partita Iva. In tale ipotesi, l'operatore nazionale dovrebbe essere ammesso a comprovare alla controparte il proprio status di soggetto passivo con il sistema alternativo contemplato dall'art. 18, così come accade all'operatore stabilito in un altro stato membro, il quale, avendo richiesto ma non ancora ottenuto il numero di partita Iva, sarà ammesso alla prova alternativa. L'interpretazione dell'agenzia, secondo Assonime, pone dunque gli operatori nazionali in una posizione deteriore rispetto agli altri operatori comunitari, per cui è auspicabile una revisione dell'orientamento.

Revoca

dell'autorizzazione

Un'altra criticità, rileva l'associazione, riguarda il caso di operazioni intracomunitarie effettuate da un soggetto passivo già autorizzato, cioè già inserito nel Vies, al quale viene successivamente revocata l'autorizzazione. Prima della notifica della revoca, il soggetto potrebbe avere realizzato, in buona fede, operazioni intracomunitarie assoggettandole al regime proprio di tali operazioni, che però diventerebbero irregolari in forza della previsione del punto 6.1 del provvedimento 2010/188376 del 22/12/2010, secondo il quale il provvedimento di revoca comporta l'esclusione dall'archivio Vies con effetto dalla data di emissione. Una criticità, conclude l'associazione, che non ha trovato ancora soluzione, anche se l'agenzia, nella circolare n. 39/2011, al fine di circoscrivere la questione, ha invitato gli uffici a provvedere alla tempestiva notifica del provvedimento di diniego o revoca dell'autorizzazione.

vota