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Ai professionisti un ruolo di garante

del 21/10/2011
di: La Redazione
Ai professionisti un ruolo di garante
Una nuova sfida ai professionisti: affidare loro maggiori responsabilitò per sostenere la crescita del paese. Anche prevedendo un ruolo più incisivo, come la certificazione di alcuni comportamenti, lasciando alla pubblica amministrazione la sola funzione di controllo. A lanciarla è stato il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, che nel corso del Forum lavoro ha elogiato in tal senso le funzioni affidate ai notai, che in «un paese di proprietari» evitano del tutto il contenzioso. «Dobbiamo far evolvere ulteriormente la regolazione e la funzione degli ordini», ha ribadito il ministro, «le tutele per i clienti, l'accesso anticipato dei giovani al mondo delle professioni».

La scelta del governo, ha specificato meglio Sacconi, è stata quella di «rinnovarle nella continuità e nella tradizione nazionale che considera i professionisti come soggetti che hanno determinate competenze verificate e certificate che operano non solo al servizio del proprio cliente, ma anche sulla base di una deontologia professionale che li rende sì figure private ma nello stesso tempo incaricate di una funzione di pubblico interesse».

E gli ordini hanno questa consapevolezza, ha ribadito Sacconi, «tanto è vero che si sono fatti portavoce di un processo riformatore consapevoli che un atteggiamento di mera conservazione lì avrebbe travolto gli ordini con ipotesi di deregolamentazione magari impropria».

Proprio oggi il Comitato unitario delle professioni trasmetterà al sottosegretario al ministero della giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati, l'elenco delle proposte che i singoli ordini hanno messo nero su bianco per la propria professione. Dando così seguito alla richiesta formulata qualche settimana fa dallo stesso sottosegretario. Circa due settimane fa, infatti, il numero due di via Arenula aveva convocato tutti i rappresentanti degli ordini professionali dando loro 15 giorni di tempo per avviare l'autoriforma dei propri ordinamenti, adeguando leggi e decreti che li disciplinano alla riforma delle professioni contenuta nella manovra economica. Ad anticiparlo è stata la stessa presidente del Cup e dell'ordine dei consulenti del lavoro Marina Calderone.

«Siamo alle porte di una stagione nuova in cui le regole dovranno essere riscritte. Noi le nostre le stiamo scrivendo», ha ribadito la Calderone, sottolineando con rammarico come purtroppo il messaggio che spesso viene trasmesso all'opinione pubblica è che i professionisti siano poco inclini al cambiamento.

«Ma non è la realtà», ha precisato la Calderone, «e lo dimostra il progetto di riforma proposto lo scorso anno dalle professioni i cui principi cardine e indicazioni sono gli stessi che si trovano nel decreto di agosto scorso e saranno anche quelli che andranno a comporre i pezzi di qualsiasi progetto di riforma futuro. Le proposte, come tasselli di un mosaico, dovrebbero essere veicolate dal ministro della giustizia che entro agosto 2012 (questi i tempi della manovra) dovrà dar loro veste giuridica e avviare il tutto ad approvazione definitiva».

Insomma come ha precisato ancora la Calderone, un'ennesima prova di responsabilità a dimostrazione del fatto che «gli ordini sono pronti e aperti alle novità con la convinzione di vivere un'epoca in cui occorrono cambiamenti per dare risposte concrete alle esigenze del paese, ma occorre farlo per rafforzare quanto di buono esiste nel nostro paese. Le professioni rappresentano un sistema che funziona e che quindi va valorizzato».

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