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Antitrust contro i pagamenti lenti

del 21/10/2011
di: di Andrea Mascolini
Antitrust contro i pagamenti lenti
Tutelate, anche con sanzioni dell'Antitrust, le piccole e medie imprese in caso di ritardi nei pagamenti da parte delle grandi imprese e recepimento anticipato della direttiva europea; associazioni di categoria obbligate al codice etico «antimafia» e legittimate ad agire in giudizio; incentivi alla partecipazione delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici; gare semplificate per gli affidamenti di progettazione fino a 193 mila euro.

Sono queste alcune delle principali novità apportate dal disegno di legge sul cosiddetto «statuto di imprese» approvato ieri sera dal Senato. Il testo, per diventare legge dovrà essere approvato in terza lettura dalla Camera. Diverse le novità approvate, alcune anche in difformità rispetto al testo predisposto in sede referente dalla Commissione attività produttive.

Previsto, come principio generale, l'obbligo di valutare l'impatto delle iniziative legislative e regolamentari, anche di natura fiscale, sulle imprese, prima della loro adozione. In materia di associazione di categoria il testo prevede che entro un anno le associazioni di imprese dovranno integrare i propri statuti con un codice etico obbligatorio per gli aderenti fondato sul rifiuto di ogni rapporto con organizzazioni criminali o mafiose e con soggetti che fanno ricorso a comportamenti contrari alla legge. Le associazioni di categoria rappresentate in almeno cinque camere di commercio ovvero nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e le loro articolazioni territoriali e di categoria, saranno legittimate a proporre azioni in giudizio sia a tutela di interessi relativi alla generalità dei soggetti appartenenti alla categoria professionale, sia a tutela di interessi omogenei relativi solo ad alcuni soggetti. Per quel che riguarda i ritardati pagamenti, l'Aula ha ridimensionato la portata del testo approvato in Commissione in cui si prevedeva, ad esempio, la nullità della rinuncia agli interessi di mora nei rapporti con la p.a.; rimane invece la delega all'integrale recepimento della nuova direttiva europea (2011/7/Ue, peraltro oggetto della legge comunitaria 2011), con alcune significative disposizioni che prevedono un efficace intervento dell'Antitrust che potrà procedere ad indagini e intervenire in prima istanza con diffide e irrogare sanzioni relativamente a comportamenti illeciti messi in atto da grandi imprese (da notare che l'Aula ha sottratto all'applicazione di questa norma le pubbliche amministrazioni). Si prevede anche che in caso di violazione diffusa e reiterata della disciplina di cui al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, ai danni delle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole e medie, l'abuso si configura a prescindere dall'accertamento della «dipendenza economica». In questi casi è ammessa anche la legittimazione ad agire delle associazioni di imprese. Importante è anche la disposizione in base alla quale le certificazioni relative a prodotti, processi e impianti rilasciate alle imprese dagli enti di normalizzazione sostituiscono la verifica da parte della pubblica amministrazione e delle autorità competenti, fatti salvi i profili penali. Nel settore degli appalti sono stati previsti diversi interventi che agevolano la partecipazione delle piccole e medie imprese agli appalti (soprattutto quelli banditi da comuni con meno di 5 mila abitanti): dalla partecipazione agli appalti per le opere compensative di grandi infrastrutture, alla prova dei requisiti solo per l'aggiudicatario dell'appalto; ad una più ampia autocertificazione dei requisiti, al divieto di richiesta di requisiti sproporzionati rispetto all'oggetto dell'appalto. Di particolare rilievo la modifica votata in Aula ieri sera con la quale, nonostante la Commissione l'avesse soppressa, è stata ripresentata (ad iniziativa del senatore della Lega Nord, Cagnin) e approvata la norma che consente di affidare con una gara informale con cinque inviti incarichi di progettazione di importo fino a 193 mila (oggi la soglia è fissata a 100 mila euro); decisa protesta dell'Oice, che, con il presidente Gabriele Giacobazzi, denuncia come «il 93% degli affidamenti non avverrà con adeguata concorrenza e produrrà maggiori costi». Rimane invece soppressa la parte della disposizione che riguardava le trattative private nei lavori e la procedura ristretta semplificata. Istituito un consorzio obbligatorio per l'efficientamento dei processi produttivi nel settore dei laterizi (Cosl), per la riduzione del loro impatto e il miglioramento delle performance ambientali e per la valorizzazione della qualità e l'innovazione dei prodotti, con sede legale presso il ministero dello sviluppo economico.

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