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Cartelle esattoriali ridisegnate

del 21/10/2011
di: di Andrea Bongi
Cartelle esattoriali ridisegnate
La cartella esattoriale cambia e si adegua alle nuove regole del contenzioso tributario. Tenuto conto delle molte novità introdotte dalle manovre estive al processo tributario sono state infatti modificate le avvertenze della cartella esattoriale con particolare riferimento alla sezione delle stesse dedicata alle modalità del ricorso. L'adeguamento in oggetto è contenuto in un apposito provvedimento del direttore dell'agenzia delle entrate (prot. n. 2011/148542) diffuso nella giornata di ieri.

Si tratta di modifiche delle avvertenze allegate alla cartella esattoriale rese obbligatorie dal semplice fatto che la cartella stessa è atto suscettibile di impugnativa presso le commissioni tributarie provinciali.

Le nuove istruzioni della cartella esattoriale sono riprodotte integralmente in allegato al provvedimento direttoriale sopra citato.

Tra le principali novità normative inerenti il processo tributario le avvertenze della nuova cartella esattoriale si concentrano in particolare: sul contributo unificato dovuto dai contribuenti in sostituzione dell'imposta di bollo; l'indicazione obbligatoria nel ricorso del codice fiscale della parte e dei rappresentanti in giudizio; l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata delle parti e del loro difensore.

Contributo unificato

Le nuove avvertenze relative alle modalità di presentazione del ricorso contro la cartella esattoriale ricordano ora ai contribuenti come per effetto delle modifiche normative introdotte dal decreto legge n. 98/2011, per i ricorsi principale e incidentale proposti avanti alle commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto, in luogo dell'imposta di bollo, il contributo unificato.

Prima di costituirsi in giudizio, si legge nelle nuove avvertenze della cartella esattoriale, il contribuente è tenuto a pagare il contributo unificato in base al valore della controversia.

L'importo del contributo unificato, si legge nel provvedimento direttoriale in commento, varia, sulla base degli scaglioni previsti dal nuovo comma 6-ter dell'articolo 13 del dpr 115/2002, da un minimo di euro 30 per le controversie di valore inferiore a euro 2.582,28 fino a un massimo di euro 1.500 per le controversie di valore superiore a euro 200 mila.

Per valore della controversia deve intendersi l'importo dei maggiori tributi richiesti nella cartella esattoriale al netto delle sanzioni e degli interessi oppure, nel caso in cui la cartella sia stata emessa unicamente per contestare al contribuente sanzioni amministrative tributarie, l'importo delle stesse.

Il contributo unificato, ricordano infine le nuove istruzioni alla cartella di pagamento, deve essere pagato in base alle modalità indicate nell'articolo 192 del dpr 115/2002. La ricevuta dell'avvenuto pagamento del contributo unificato deve essere inoltre allegata al ricorso al momento in cui il contribuente effettua la costituzione in giudizio.

Nuovi dati da indicare

nel ricorso

Oltre al contributo unificato le istruzioni alla cartella di pagamento nella parte relativa alla tutela giurisdizionale del contribuente sono state aggiornate ed implementate anche sulla base dei nuovi dati da indicare nel ricorso.

Anche in questo caso si tratta di novità normative introdotte dal decreto legge n. 98 del 2011 (prima manovra estiva) che riguardano sia il contribuente che il suo difensore.

In particolare, si legge nella sezione delle avvertenze relative ai dati da indicare nel ricorso, occorrerà aver cura di indicare: il codice fiscale del ricorrente e del rappresentante in giudizio e l'indirizzo di posta elettronica certificata (cosiddetta Pec) del ricorrente o del difensore incaricato.

La mancata indicazione di tali elementi può avere spiacevoli conseguenze per il contribuente al momento della sua costituzione in giudizio presso la segreteria della commissione tributaria adita. In tali casi infatti, si legge nelle nuove avvertenze alla cartella esattoriale «se nel ricorso il difensore non indica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata ed il proprio numero di fax oppure la parte non indica il proprio codice fiscale, il contributo unificato è aumentato della metà».

I nuovi obblighi di indicazione dei dati sopra ricordati nel ricorso è di chiaro sapore antievasione. La norma contenuta nella manovra correttiva (dl n. 98/2011) che prevede espressamente l'obbligo di indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata del difensore e del suo numero di fax nonché del codice fiscale della parte nell'atto introduttivo del processo o nel ricorso tributario, mira infatti ad implementare le basi dati dell'anagrafe tributaria con evidenti finalità di verifica e contrasto dell'evasione tributaria. La violazione del nuovo obbligo, come puntualmente ricordano le nuove istruzioni alla cartella di pagamento non inficiano la validità del ricorso ma rendono lo stesso estremamente più costoso al contribuente a causa dell'incremento, fino alla metà, del contributo unificato dovuto per la costituzione in giudizio.

Le nuove regole sopra ricordate, com'è noto, si applicano ai ricorsi tributari notificati successivamente al 6 luglio 2011, data di entrata in vigore del dl n. 98/2011.

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