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Ritardati pagamenti con sanzioni inasprite

del 20/10/2011
di: di Andrea Mascolini
Ritardati pagamenti con sanzioni inasprite
Inasprimento della disciplina sui ritardati pagamenti con sanzioni dell'Antitrust contro le grandi imprese e l'Amministrazione pubblica; bocciata la proposta di innalzare le soglie per le trattative private, per gli affidamenti di progettazione e per la procedura ristretta semplificata; maggiori incentivi per l'accesso agli appalti da parte delle piccole e medie imprese. È quanto prevede il disegno di legge sul cosiddetto «statuto di imprese» approvato ieri in sede referente dalla Commissione industria e attività produttive del senato. Il testo del disegno di legge, che sarà quindi a breve esaminato dall'Aula, ha soppresso la norma che avrebbe portato da 100 mila alla soglia comunitaria dei 193 mila euro il tetto per procedere agli affidamenti di incarichi di progettazione e attività ad essa connesse tramite la gara informale con invito a cinque soggetti. Bocciato anche l'innalzamento da un milione a un milione e mezzo per la trattativa privata nei lavori e quello da 1,5 a 2,5 per il ricorso alla procedura ristretta semplificata; rimangono vigenti le norme del Codice dei contratti così come modificate nel luglio scorso. Sono passate invece le norme che agevolano la partecipazione delle piccole e medie imprese agli appalti (soprattutto quelli banditi da comuni con meno di 5 mila abitanti): dalla partecipazione agli appalti per le opere compensative di grandi infrastrutture, alla prova dei requisiti solo per l'aggiudicatario dell'appalto; a una più ampia autocertificazione dei requisiti, al divieto di richiesta di requisiti sproporzionati rispetto all'oggetto dell'appalto. Sui ritardati pagamenti il testo approvato dalla commissione, pur sovrapponendosi al ddl legge comunitaria per il 2011, il cui esame è appena iniziato al Senato, prevede alcune novità a tutela delle piccole e medie imprese, attraverso la delega per la disciplina di un sistema di diffide e sanzioni nei casi di ritardato pagamento, mancato versamento degli interessi moratori e mancato risarcimento dei costi di recupero. Il disegno di legge prevede inoltre che l'Antitrust possa procedere ad indagini e intervenire in prima istanza con diffide e irrogare sanzioni rispetto a comportamenti illeciti messi in atto da grandi imprese e da pubbliche amministrazioni. Infine si stabilisce che, in caso di violazione diffusa e reiterata della disciplina del decreto 231, posta in essere ai danni delle imprese, soprattutto piccole e medie, «l'abuso si configura a prescindere dall'accertamento della dipendenza economica».

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