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Aziende intoccabili

del 19/10/2011
di: di Benedetta Pacelli
Aziende intoccabili
Nessuna carica direttiva o amministrativa per il personale accademico negli spin-off universitari. Membri del consiglio di amministrazione, professori, ricercatori che fanno parte delle commissioni di ateneo in materia di ricerca, così come i rettori, i membri del senato accademico, i direttori dei dipartimenti dell'università, infatti, non possono assumere cariche direttive e amministrative negli spin off e negli start up universitari, quelle imprese, cioè, nate per valorizzare i risultati della ricerca svolta proprio negli atenei. A stringere le maglie delle incompatibilità tra ruoli accademici e quelli d'impresa è un decreto attuativo della riforma universitaria (legge 240/10) appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n .242 del 17/10/11) che definisce «i criteri di partecipazione di professori e ricercatori universitari a società aventi caratteristiche di spin off o start up». Il provvedimento, in realtà, nel definire le modalità per partecipare e assumere responsabilità formali in società di capitali, non fa altro che mettere nero su bianco, in maniera compiuta, quanto stabilito da un provvedimento precedente (dlgs 297/99). A partire dai soggetti che possono proporsi per costituire spin-off o start up che, per definirsi «universitari», devono essere costituiti «su iniziativa dell' università o del personale universitario o prevedere la partecipazione al capitale da parte dell'università o del personale universitario». La proposta di costituzione della società, approvata dal cda dell'università, non senza aver avuto parere favorevole del senato accademico, deve essere corredata da un progetto imprenditoriale che dovrà contenere gli obiettivi, il piano finanziario, le prospettive economiche e il mercato di riferimento ma anche il carattere innovativo e le qualità tecnologiche e scientifiche del progetto. Gli atenei, poi, nell'ambito della propria autonomia definiscono i casi nei quali i professori e ricercatori possono essere autorizzati a costituire imprese di questo tipo oppure assumere responsabilità formali nella loro gestione. Specie in quei casi in cui rivestano specifici ruoli all'interno dell'ateneo «tali che il contemporaneo esercizio dell'attività di impresa possa compromettere l'autonomia nello svolgimento della funzione, ovvero possa determinare conflitti di interesse o situazioni di oggettiva difficoltà per lo svolgimento delle normali funzioni didattiche, di ricerca e istituzionali». Al docente o ricercatore che partecipa allo spin off o start up universitario è vietato svolgere attività in concorrenza con quella dell'ateneo di appartenenza. In ogni caso, al termine di ciascun esercizio sociale, deve comunicare all'ateneo, i dividendi, i compensi e le remunerazioni a qualunque titolo percepiti dalla società. Il rapporto di lavoro con l'università non deve costituire strumento per l'attribuzione al socio di vantaggi, diretti o indiretti, che riguardano il controllo della società o comunque l'esercizio di altri strumenti di discriminazione o di pregiudizio nei confronti degli altri soci.
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