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Cantina-abitazione, bonus prima casa ko

del 19/10/2011
di: Debora Alberici
Cantina-abitazione, bonus prima casa ko
I vani accatastati come cantina ma che in realtà vengono usati a scopo abitativo non fanno scattare l'agevolazione fiscale per la prima casa se la superficie globale supera i 240 mq. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 21533 del 18 ottobre 2011, ha respinto il ricorso di una coppia che rivendicava le agevolazioni fiscali per la prima casa dal momento che i vani accatastati come abitazione non superano i 240 metri quadrati. Ma il fisco aveva spiccato l'accertamento della maggiore imposta di registro dal momento che da una verifica era emerso che alcuni locali, accatastati come cantina, venivano invece usati come abitazione, facendo così superare il limite consentito dalla legge.

Contro l'atto impositivo i due hanno presentato ricorso alla Ctp di Firenze ma senza successo. La decisione è poi stata confermata dalla Ctr toscana. Ora la Cassazione l'ha resa definitiva. In particolare, condividendo la relazione e le conclusioni della Procura generale del Palazzaccio, il Collegio della sezione tributaria ha motivato che «ribadita in sede di discussione, in quanto, fermo restando il difetto di autosufficienza riscontrato, a fronte della precisa asserzione della Ctr che i vani indicati come cantine sono posti allo stesso livello degli altri e hanno la medesima altezza (quindi ex se utili) appare ininfluente la normativa sull'accatastamento, in quanto l'accertamento di fatto della non corrispondenza alla realtà del dato catastale ne elimina la rilevanza, essendo onere della parte non assolto in sede di merito (né dedotto come motivo di impugnazione) la dimostrazione concreta, tramite idonea documentazione tecnica, che i vani in questione non erano utilizzabili a scopo abitativo».

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