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Per i ragionieri un futuro sereno

del 18/10/2011
di: di Marco Caizzo
Per i ragionieri un futuro sereno
«La dismissione del patrimonio immobiliare residenziale della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri permetterà di generare importanti vantaggi economici, in grado di apportare un miglioramento delle prestazioni previdenziali nei confronti dei nostri iscritti. Siamo molto soddisfatti dell'andamento della gara europea indetta dall'Ente, che ha visto l'affidamento della procedura a Bnp Paribas». Massimo Ivone, consigliere di amministrazione della Cnpr, riflette sulle politiche e sulle prospettive future dell'Istituto presieduto da Paolo Saltarelli. A cominciare dalla dismissione degli immobili.

«Si tratta di un progetto fortemente voluto dal Consiglio di amministrazione dell'Ente: il valore di mercato libero e disponibile del piano di dismissione è di 630 milioni di euro (valore di mercato attuale stato occupati 521 milioni) più 45 milioni per spazi comuni».

Domanda. Il piano prevede 38 edifici, per un totale di 1.777 unità immobiliari di cui 1.060 nel Lazio - 976 locati - e 617 nel resto d'Italia, di cui 338 locati. Come avete preparato l'operazione?

Risposta. Piani di tale complessità, per raggiungere gli obiettivi predeterminati, necessitano di procedimenti lunghi e dalla grande accuratezza, tanto nella fase istruttoria quanto in quella burocratica. Avevamo preventivato di concludere le operazioni entro fine 2011, siamo riusciti a farlo entro settembre. In questo senso, un apporto fondamentale è arrivato dall'assistenza legale dello studio Gop (Domenico Tulli, Paolo Bordi e Gaetano Alfarano) e finanziaria della divisione Corporate Finance di Kpmg Advisory (Maurizio Nitrati e Andrea Giuliani). È ovvio, poi, che le tempistiche siano condizionate dalla legge. Per firmare il contratto sono necessari 35 giorni. Poi ci sono le verifiche di regolarità edilizia e catastale, per le quali abbiamo indetto una gara iniziata in questi giorni.

D. Il vostro piano convincerà gli inquilini?

R. Riteniamo che potranno essere gli acquirenti più interessati, anche se sarà la Sgr a occuparsene. Avevamo previsto nella gara un punteggio, abbastanza cospicuo, per le iniziative proposte per favorire l'acquisto degli immobili da parte degli inquilini. L'offerta di Bnp Paribas propone un pacchetto con tutele particolari per situazioni di basso reddito o presenze di disabilità in famiglia. In particolare, riteniamo che le soluzioni per i mutui, con modalità di rimborso flessibili e personalizzate, renderanno possibile e conveniente l'acquisto per la grande maggioranza degli inquilini, grazie anche al basso livello dei tassi di interesse.

D. La Cassa ragionieri continuerà a investire nell'immobiliare?

R. Assolutamente sì, come abbiamo anche assicurato al vicepresidente della commissione Lavoro della Camera Giuliano Cazzola. Il «mattone» è un asset fondamentale per le nostre politiche previdenziali, dal grande valore strategico. Riteniamo che il mercato immobiliare sia ancora di grande interesse, soprattutto in questo periodo in cui nel comparto c'è ancora un po' di depressione. Quindi si possono ancora realizzare investimenti molto validi.

D. Quali sono gli altri interventi che la Cnpr intende realizzare?

R. Già da tempo è in corso un confronto con i delegati e i ministeri vigilanti per una manutenzione del sistema previdenziale anche alla luce del cambiamento degli scenari futuri per il grave momento di crisi economica del paese che si ripercuote, ovviamente, anche sui professionisti. I provvedimenti allo studio serviranno a garantire stabilità e serenità al fondo di previdenza dei ragionieri. Abbiamo intenzione, tra l'altro, di inserire la misura che prevede, per gli iscritti dal 1° gennaio 2004, l'aumento del montante derivante dalla contribuzione soggettiva con l'accreditamento anche parziale del contributo integrativo. La Cassa ragionieri è stata precursore in questa strada che riteniamo vada seguita con forza, soprattutto in seguito all'approvazione della Lo Presti, che aiuterà sensibilmente le Casse, perché le maggiori entrate permetteranno di offrire un maggiore sostegno soprattutto per quanto riguarda le forme di assistenze utili alla categoria.

D. Casse che però, come le professioni, vivono un momento molto delicato…

R. Gli istituti di previdenza sono stati particolarmente colpiti dall'innalzamento della tassazione delle rendite dal 12 al 20%. Ci lascia perplessi come si danneggino le Casse, che non fanno speculazione ma semplicemente investono le somme che gli iscritti versano per garantirsi una pensione. Di fatto questo aumento penalizza i contribuenti che magari vedranno dei rendimenti più bassi rispetto a quanto avevano versato. Per quanto concerne le professioni, invece, nell'ultima manovra si è tentato nuovamente di procedere alla liberalizzazione: la politica dovrebbe comprendere che un intervento di questo tipo non farebbe altro che generare servizi di bassa qualità che danneggerebbero i cittadini. Senza considerare, inoltre, che la professione del commercialista è già di per sé liberalizzata e in concorrenza con il libero mercato.

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