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Le grandi opere avranno il turbo

del 18/10/2011
di: Michele Arnese
Le grandi opere avranno il turbo
Incentivi alle compagnie assicurative per investire nelle infrastrutture. Snellimento delle procedure per la costruzione delle opere strategiche. Semplificazione dell'iter per le convenzioni autostradali. E più concorrenza nelle concessioni di servizi nel settore autostradale. Sono alcune delle novità contenute in una bozza predisposta dagli uffici tecnici del ministero delle Infrastrutture retto da Altero Matteoli in vista del decreto sviluppo che è allo studio del governo con il coordinamento del ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani.

Gli esperti dell'esecutivo hanno escogitato una «misura di incentivazione all'apporto del capitale privato delle assicurazioni nella realizzazione delle opere pubbliche». In pratica, sarebbe ammessa la copertura delle riserve tecniche da parte delle imprese di assicurazione di investimenti in azioni, obbligazioni o fondi che investono nel settore delle infrastrutture pubbliche. Un altro dei punti chiave del provvedimento in gestazione al dicastero delle Infrastrutture è l'accelerazione delle opere strategiche: si punta a una «approvazione unica del progetto sul preliminare e verifiche relative all'avanzamento dei lavori». La norma prevede, a fini semplificatori, che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) possa procedere all'approvazione, su richiesta dell'impresa aggiudicatrice, del solo progetto preliminare. Quindi non sarà più previsto che il Cipe esamini successivamente il progetto definitivo se il progetto definitivo è coerente con il progetto preliminare, «in particolare con riferimento al rispetto del medesimo limite di finanziamento».

Un altro articolo del decreto in cantiere mira alla «riduzione dei termini per l'utilizzo delle risorse deliberate dal Cipe per le opere strategiche». L'obiettivo punta a fissare tempi certi per utilizzare i finanziamenti assegnati. Altre disposizioni riguardano la materia stradale e autostradale. Una delle prime proposte al vaglio del dicastero retto da Matteoli prevede che «l'affidamento delle concessioni autostradali, anche quando abbiano ad oggetto la sola gestione dell'infrastruttura», siano affidate «secondo le medesime procedure di gara previste dal codice dei contratti pubblici per le concessioni di costruzione e gestione, anche mediante il sistema della finanza di progetto». La disposizione, secondo la ricostruzione di ItaliaOggi, punta a garantire l'apertura al mercato concorrenziale delle concessioni in questione vista la specificità dell'oggetto (si legge nella bozza di relazione tecnica predisposta dall'ufficio legislativo del ministero di Piazza di Porta Pia) che, pur relativo ai servizi, «è comunque esteso alle opere di manutenzione necessarie ai fini della gestione».

All'insegna della semplificazione anche un altro articolo: la disciplina semplificata prevede che l'acquisizione del parere del Cipe e delle commissioni parlamentari sia sostituito unicamente dal parere del Nars, il Nucleo di consulenza per l'Attuazione e Regolazione dei Servizi di pubblica utilità, un organismo tecnico di consulenza e supporto per le attività del Cipe in materia tariffaria e di regolazione dei servizi di pubblica utilità non regolamentati da una specifica autorità di settore.

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