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La strada dell'induttivo resta sbarrata

del 18/10/2011
di: La Redazione
La strada dell'induttivo resta sbarrata
L'omesso modello studi non apre la strada all'induttivo. L'accertamento è consentito solo in caso di omesse o infedeli indicazioni dei dati, situazioni che si verificano in presenza di un modello inviato. Inoltre la possibilità di accertamento è abbinata alla maggiore sanzione del 10% per le infedeli dichiarazioni, che scatta soltanto nelle ipotesi di modelli studi «taroccati». Se invece il modello studi non è inviato, per le infedeli dichiarazioni l'incremento delle sanzioni è del 50%.

Già sul fronte delle sanzioni appare paradossale prevedere l'incremento di quelle previste nel caso di infedele dichiarazione, che in assenza del modello studi passano alla misura minima del 150% e massima del 300%, lasciando invece invariate quelle relative alle omesse presentazioni di Unico, nel qual caso l'omissione del modello studi apporta solo la maggiore sanzione di 2.065,00, mentre quelle collegate al tributo restano fisse al 120 o 240% (si veda articolo in pagina). Le conseguenze più particolari si hanno sul fronte dell'accertamento induttivo. La norma ne consente una nuova possibilità di utilizzo in presenza di omissioni o infedeltà nella compilazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, ovvero in caso di indicazioni non veritiere di cause di esclusione o di inapplicabilità. Non si richiama l'omessa presentazione del modello rilevante ai fini degli studi di settore. Sul fronte delle sanzioni irrogabili il legislatore ha previsto maggiorazioni diverse a seconda che si ometta di inviare il modello rilevante per l'applicazione degli studi, ovvero si invii il modello ma si omettano o sbaglino i dati dello stesso. In particolare, la lettera della norma introdotta in materia di accertamento induttivo è esattamente identica a quella che disciplina l'incremento delle sanzioni del 10%.

Insomma, l'accertamento induttivo non è consentito nel caso di omessa presentazione del modello di dichiarazione: se infatti nell'ambito sanzionatorio il legislatore ha avvertito l'esigenza di effettuare delle differenziazioni, vuol dire che anche in ambito accertativo deve essere dato separato rilievo all'omessa indicazione dei dati rispetto all'omessa presentazione del modello. Certo, l'obiezione al riguardo potrebbe essere la costruzione logica, da effettuarsi in via interpretativa, che l'omessa indicazione dei dati che consente l'accertamento induttivo è comunque implicitamente concretizzata in virtù dell'omessa presentazione del modello.

Tale interpretazione, però, non convince per diversi motivi. In primo luogo in quanto il legislatore ha già inteso sottolineare la differenza tra le diverse violazioni in campo sanzionatorio. In secondo luogo, l'art. 39, comma 2, del dpr 600/73 non può prestarsi ad interpretazioni estensive, essendo oltremodo particolare la relativa disciplina che da sempre si è caratterizzata per la tassatività delle casistiche ivi elencate che consentono il ricorso all'accertamento induttivo: pertanto, se è richiamato solo il caso dell'omessa o infedele indicazione dei dati nel modello, che dunque deve essere presentato, vuol dire che l'ipotesi di omissione della presentazione del modello studi non è contemplata nella novella normativa. Inoltre, tale caso non è nemmeno elencato nelle altre lettere del medesimo secondo comma, con la conseguenza che spiragli normativi proprio non sussistono. Infine, a dirimere ogni dubbio è proprio la circolare 41/2011, che nel commentare la condizione di applicazione dell'accertamento induttivo, ossia la necessità che ricorrano le condizioni ricorrano le condizioni per irrogare la maggiore sanzione del 10% nel caso di scostamento di almeno il 10% tra reddito accertato e reddito dichiarato, ha precisato: «La previsione di cui alla citata lettera c) del comma 28 dell'art. 23 del decreto (ossia la nuova possibilità di accertamento induttivo) non trova applicazione ai contribuenti nei cui confronti non sussistono le condizioni per l'irrogazione della sanzione per omessa o infedele comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore prevista all'articolo 1, comma 2-bis, del dlgs 18 dicembre 1997, n. 471 (ossia la maggiorazione del 10% delle sanzioni irrogabili)».

Dal che discende che se l'accertamento induttivo non può trovare applicazione nei confronti dei contribuenti per i quali non sussistono le condizioni per l'irrogazione della sanzione prevista all'art. 1, comma 2-bis, dlgs 471/97, ossia la maggiorazione del 10% delle sanzioni riferite all'infedele dichiarazione, vuol dire che nel caso in cui sia irrogabile:

- la nuova sanzione di cui all'articolo 8, comma 1, del dlgs 471/97, ossia la sanzione fissa di 2.065,00 euro in caso di omessa presentazione del modello studi;

- ovvero la nuova sanzione del comma 2-bis1 dell'articolo 1 del dlgs 471/97, ossia la maggiorazione del 50% delle sanzioni previste nel caso di infedele dichiarazione a seguito dell'omessa presentazione del modello studi;

non ricorre mai la richiesta condizione normativa operare l'accertamento induttivo. Conclusione: l'accertamento induttivo non può operare in assenza del modello studi, mentre è sufficiente allo scopo l'erronea indicazione, anche involontaria perché magari dovuta a difficoltà interpretative, di qualche dato influente nel ricalcolo di Gerico.

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