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Modello omesso, impatto parziale

del 18/10/2011
di: Pagina a cura di Maurizio Tozzi
Modello omesso, impatto parziale
L'omessa presentazione del modello studi non innalza le sanzioni riferite all'omessa dichiarazione. In tal caso oltre alla sanzione dal 120 al 240% delle imposte evase si affianca solo la sanzione di 2.065 euro per l'omissione di Gerico. La maggiorazione del 50% delle sanzioni irrogabili scatta solo in caso di accertamento per infedele dichiarazione. Questo quanto emerge dalla lettura coordinata delle vecchie e nuove disposizioni in materia di sanzioni collegate alle omissioni e infedeltà riguardanti la compilazione del modello rilevante per l'applicazione degli studi di settore.

Il comma 28 dell'articolo 23 del dl n. 98/11 ha modificato in maniera consistente il sistema sanzionatorio riferito agli studi di settore. In primo luogo è stata introdotta la previsione della sanzione nella misura di 2.065,00 euro nel caso di omessa presentazione del modello studi.

La sanzione fissa in misura massima in particolare:

- è svincolata dalla presentazione o meno del modello di dichiarazione Unico;

- si applica a condizione che il contribuente non abbia adempiuto alla presentazione del modello studi anche a seguito di esplicito invito da parte dell'Agenzia delle entrate.

La circolare n. 41 del 2011, al riguardo, ha precisato che la sanzione in esame è riferita solo allo studio di settore «effettivo», ossia quello utilizzabile ai fini dell'adeguamento in dichiarazione e dell'accertamento. Non incorrono, invece, nella maggiorazione i contribuenti che omettono l'invio del c.d. «studio di settore statistico», anche se è evidente che la contestazione della misura massima della sanzione potrebbe essere elevata pure in simili circostanze qualora l'agenzia delle entrate ponga in dubbio il ricorrere della causa di esclusione o di inapplicabilità dello studio di settore che ha determinato la necessità del solo modello statistico.

Il quadro sanzionatorio è poi completato con la previsione della maggiorazione del 50% delle sanzioni irrogabili in caso di infedele dichiarazione ai fini Ii.dd., Iva e Irap. Anche in tal caso, l'innalzamento delle sanzioni alla misura del 150 o del 300% si applica se il contribuente ha omesso il modello rilevante per gli studi di settore, anche a seguito di esplicito invito da parte del fisco ed inoltre può scattare solo se ricorrono le condizioni previste per la maggiorazione della sanzione del 10% stabilita in riferimento alle omissioni o infedeli compilazioni dei dati utili per l'applicazione degli studi di settore; in pratica, la sanzione per le infedeli dichiarazioni è incrementata del 50% a condizione che a seguito dell'accertamento da parte dell'amministrazione finanziaria, risulti un differenziale tra il reddito, l'Iva e l'Irap accertati maggiori di almeno il 10% dei valori risultanti dalle relative dichiarazioni (ovviamente può trattarsi anche di riduzioni, ad esempio del credito Iva, nel qual caso la maggiorazione scatta se la riduzione è di almeno il 10% del credito Iva dichiarato).

A questo punto è però necessario procedere a una lettura coordinata delle diverse disposizioni per comprendere la tipologia di sanzione irrogabile per le violazioni in materia di studi di settore. La sanzione fissa di 2.065,00 euro per l'omissione del modello è certamente applicabile se l'amministrazione finanziaria non esegue un accertamento e ciò a prescindere se Unico sia stato presentato o meno.

Se invece l'agenzia delle entrate procede a un accertamento, la situazione cambia notevolmente. In presenza del modello Unico, l'accertamento espletato rientra nell'ipotesi di infedele dichiarazione di cui al comma 2 dell'articolo 1 del dlgs 471/97 (per semplicità, richiamiamo solo le disposizioni Ii.dd.). Il nuovo comma 2-bis1 del medesimo articolo 1, introdotto dal dl 98/11, prevede che l'omessa presentazione del modello studi determina la maggiorazione del 50% della sanzione di cui al comma 2, vale a dire quella per infedele dichiarazione. La disposizione, paradossalmente, non richiama invece il comma 1 dell'articolo 1, che disciplina le sanzioni in materia di omessa dichiarazione Unico. Pertanto, se nel caso di infedele dichiarazione (Unico presentato), l'omissione del modello studi innalza le sanzioni al 150% e 300%, nel caso di omessa dichiarazione Unico non scatta alcun incremento in relazione all'omissione del modello studi e le relative sanzioni restano del 120% o del 240%. In questa situazione appare plausibile ritenere che si aggiunga solo la nuova sanzione in misura fissa di 2.065,00 euro riferita all'omissione del modello studi, ma è certo che si concretizza una evidente disparità: è sanzionato in misura maggiore chi almeno presenta Unico, mentre chi si nasconde in toto, effettuando delle omissioni più gravi, è punito con sanzioni più contenute.

Infine, non è stato modificato il comma 2-bis del citato articolo 1, ai sensi del quale in presenza di omessa o infedele indicazione dei dati nei modelli studi si determina una maggiorazione del 10% delle sanzioni per l'infedele dichiarazione (in sostanza si giunge alla sanzione dal 110% al 220%). La differenza di tale tipologia di violazione rispetto a quella dell'omissione del modello è che lo stesso risulta inviato, ma è privo di alcuni dati, ovvero ha dati «adattati» al risultato. Anche in questo caso, però, è necessario lo scostamento del 10% tra risultati accertati e dichiarati. In conclusione, le sanzioni applicabili per le omissioni in materia di studi di settore sono:

– 2.065,00 euro per l'omesso modello, in assenza di accertamento o in presenza di accertamento collegato all'omessa presentazione di Unico (in tale secondo caso la sanzione fissa si affianca a quella del 120% o 240%);

– maggiorazione del 10% della sanzione per infedele dichiarazione, in caso di omessa o infedele indicazione dei dati nel modello studi;

– maggiorazione del 50% della sanzione per infedele dichiarazione in caso di omesso modello e accertamento riferito ad un modello Unico presentato.

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