Consulenza o Preventivo Gratuito

Firmato l'accordo per il Ccnl dei dipendenti degli studi

del 15/10/2011
di: La Redazione
Firmato l'accordo per il Ccnl dei dipendenti degli studi
Il 27 settembre scorso è stato siglato l'accordo che prevede l'ipotesi del rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti degli studi professionali ordinistici.

Tale accordo, cogliendo le difficoltà che frenano lo sviluppo delle libere professioni, si prefigge di dare una spinta a questo settore sempre più centrale per la crescita economica del Paese.

«Apprendiamo favorevolmente l'attenzione che in questo particolare momento, caratterizzato dalla crisi del mercato del lavoro, si sta rivolgendo alle libere professioni. Tuttavia il Ccnl Lapet, di cui possono usufruire, in via esclusiva, tutti i dipendenti degli studi professionali non ordinistici, già dal 2005 prevedeva alcune tra più evolute forme di lavoro: intermittente, ripartito (job sharing), flessibile (flex time). Tutte queste modalità di rapporto lavorativo sono state riprese poi nel rinnovo contrattuale a decorre dal 2009. Il nostro è un Ccnl che ha recepito tutti gli strumenti, spesso inattuati, di flessibilità previsti dalla cosiddetta riforma Biagi per poter rispondere alle più disparate esigenze aziendali e del lavoratore: non solo lavoro intermittente e job sharing dunque, ma anche telelavoro e apprendistato. Siamo stati anche precursori del flex time, che rappresenta senza dubbio un'innovazione», ha spiegato il presidente nazionale tributaristi Lapet Roberto Falcone.

Per quanto concerne poi la possibilità di condivisione del lavoro anche per apprendisti, praticanti e stagisti del settore, quale incentivo per favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, non è nemmeno questa una novità per la Lapet. «A ben vedere tutte le tipologie di apprendistato contenute nel nuovo Testo unico (dl 167/2011) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 ottobre scorso, sono già presenti nel nostro Ccnl. Infatti fin dal 2005 la Lapet ha previsto, per tali soggetti, un'equa retribuzione in merito all'attività lavorativa svolta. La nostra lungimiranza ci ha permesso di valutare autonomamente, così come previsto dalla Costituzione e con largo anticipo rispetto alle odierne esigenze del mercato del lavoro, la stesura di un contratto che prevede già tutte queste “nuove discipline”», ha concluso Falcone. «Il rilancio delle professioni, che non sono solo quelle ordinistiche e il sostegno ai giovani, affinché possano intravede nella libera professione una concreta possibilità di affermazione economica e sociale, sono da sempre stati tra i pilastri su cui si fonda la nostra attività associativa».

vota