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Antievasione, ma fai-da-te

del 15/10/2011
di: di Simona D'Alessio
Antievasione, ma fai-da-te
Si fa sempre più incisivo il ruolo dei comuni e delle polizie locali nell'attività di accertamento fiscale e contributivo, i quali comunicano ad Agenzia delle entrate, Guardia di finanza e Inps gli elementi in loro possesso, e ricevono dall'amministrazione finanziaria le dichiarazioni dei contribuenti. A partire dalla legge 248 del 2005, infatti, si sono susseguiti vari strumenti legislativi che hanno rafforzato l'operatività degli enti locali nel contrasto all'evasione fiscale, prevedendo nella bozza del decreto attuativo del federalismo fiscale (varato dal consiglio dei ministri nel dicembre 2010, ndr) anche un premio per le amministrazioni, pari al «50% delle maggiori somme relative a tributi statali, riscosse a titolo definitivo», in seguito all'intervento della regione, o della provincia che abbia «contribuito all'accertamento stesso». Sullo sfondo, però, ci sono almeno due punti oscuri: la non omogeneità sul territorio nazionale delle segnalazioni, da un lato, e, dall'altro, i progressivi tagli alle risorse dei comuni effettuati con le ultime manovre economiche. Gli esempi virtuosi di collaborazione, però, non mancano secondo Mario Carmelo Piancaldini, capo dell'ufficio imprese minori e lavoratori autonomi delle Entrate: «Ce ne sono in Lombardia, in Emilia Romagna, in molte aree del Centro, e anche in Calabria. Quello che manca adesso è l'uniformità», perciò dai comuni, «sentinelle sul territorio, ci aspettiamo uno sforzo di affiancamento in più nei confronti degli organi centrali per il contrasto di fenomeni evasivi». Un maggiore impegno da parti di tutti è necessario, poiché come riporta il libro «La partecipazione dei comuni all'accertamento dell'evasione fiscale. Gli strumenti investigativi e il ruolo della polizia locale» (edito da Sicurezza e ambiente e realizzato dai vertici del corpo di polizia di Roma capitale), presentato ieri in Campidoglio, sotto l'egida Anci-Ifel-Roma Capitale, per il centro studi della Confindustria nel 2010 il mancato versamento dei tributi ha determinato minore gettito per oltre 125 miliardi, ma il fenomeno potrebbe essere addirittura «sottostimato».

Secondo Silvia Scozzese, direttore scientifico dell'Ifel, l'Istituto per la finanza e l'economia locale, «i comuni vivono in pieno l'emergenza finanziaria, si vedono ridotti i fondi, ma devono garantire i servizi, la cui qualità è, comunque, rimasta ottima negli ultimi cinque anni. Sottolineo, tuttavia, che se il fondamento del federalismo fiscale è l'autonomia, è difficile mantenerla con scarse risorse». Le amministrazioni, ha aggiunto, «hanno migliorato la capacità di spesa e hanno eliminato gli sprechi. Un grande sforzo, specie se confrontato con l'impatto del taglio dei finanziamenti che hanno subito». E un eguale impegno, lascia intendere l'Ifel, potrà essere messo in campo quando i sindaci torneranno ad avere il compito di riscuotere le entrate municipali, ora affidato ad Equitalia (il decreto sviluppo varato a luglio ha posto come data di avvio il 1° gennaio 2012, ma potrebbe esserci uno slittamento, ndr). Estremamente «attento» alla formazione e all'aggiornamento delle polizie locali si è detto, infine, Antonio Ragonesi, responsabile area Infrastrutture, sicurezza e protezione civile dell'Anci, per il quale «vanno potenziati i protocolli di collaborazione con le altre realtà deputate ai controlli erariali e fiscali».

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