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Forniture alla p.a. con Iva soft

del 15/10/2011
di: di Franco Ricca
Forniture alla p.a. con Iva soft
Le forniture agli enti pubblici mantengono la vecchia aliquota Iva del 20% se è stata emessa la fattura entro il 16 settembre 2011, anche se il documento non è stato registrato entro la stessa data. Questa l'interpretazione logico-sistematica della disposizione del comma 2-quater dell'art. 2 del dl 138/2011 enunciata dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 45 del 12 ottobre 2011 (si veda ItaliaOggi di ieri). Una soluzione di compromesso, dunque, tra la lettera della legge, che richiede l'emissione e la registrazione della fattura prima del 17/9/2011, e i principi generali che richiedono semplicemente l'avvenuta effettuazione dell'operazione.

Dall'amministrazione non si poteva pretendere di più, essendo il suo compito interpretare e applicare le norme, non «cancellarle», sicché la circolare si sforza di limitare i danni di una disposizione incongruente.

La decorrenza dell'aumento dell'aliquota

Il comma 2-ter dell'art. 2 del dl n. 138/2011, convertito dalla legge n. 148/2011, stabilisce espressamente che l'aumento dell'aliquota Iva ordinaria, disposto dal comma 2-bis, si applica alle operazioni effettuate a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge, ossia dal 17/9/2011. Anche in assenza di tale esplicita previsione, invero, non vi sarebbero stati dubbi su tale decorrenza, desumibile dalle regole del sistema, oltre che, esplicitamente, dall'art. 93 della direttiva 2006/112/CE.

Di conseguenza, come osserva anche la circolare dell'agenzia, si applica l'aliquota del 20% alle operazioni che, secondo le disposizioni dell'art. 6 del dpr 633/72, devono considerarsi effettuate entro il 16/9/2011, mentre la nuova aliquota si applica a quelle che devono considerarsi effettuate successivamente. Ad esempio, una vendita di beni mobili consegnati il 16/9/2011, per la quale non sia previsto il differimento dell'effetto traslativo della proprietà, si considera effettuata in tale data, scontando quindi l'Iva del 20%, anche se la fattura, per qualsiasi motivo, non sia ancora stata emessa alla data stessa.

Le operazioni nei confronti degli enti pubblici

Le regole comuni valgono anche per le operazioni effettuate nei confronti degli enti indicati nel quinto comma dell'art. 6, dpr 633/72 (stato, enti pubblici territoriali, camere di commercio, università, aziende sanitarie locali, ecc.), per le quali tale disposizione prevede il differimento dell'esigibilità dell'imposta al momento del pagamento del corrispettivo. Il differimento, infatti, riguarda, appunto, l'esigibilità dell'imposta e non il momento di effettuazione dell'operazione.

Sennonché il legislatore, al comma 2-quater dell'art. 2, ha stabilito che «la variazione dell'aliquota… non si applica alle operazioni effettuate nei confronti dello stato e degli enti e istituti indicati nel quinto comma dell'articolo 6…, per le quali al giorno precedente la data di cui al comma 2-ter sia stata emessa e registrata la fattura ai sensi degli articoli 21, 23 e 24 del predetto decreto, ancorché al medesimo giorno il corrispettivo non sia stato ancora pagato».

Questa disposizione, che nel sistema normativo antevigente al dlgs n. 313/97 avrebbe avuto il senso di agevolare le forniture agli enti pubblici, salvaguardando l'applicazione della «vecchia» aliquota, nell'attuale sistema si rivela non soltanto inutile, ma pregiudizievole. Infatti, se in base ai criteri dell'art. 6, dpr 633/72, l'operazione deve considerarsi «effettuata» entro il 16/9/2011, essa sconta l'aliquota in vigore al momento di effettuazione in virtù delle regole comuni, anche se il destinatario è un ente pubblico, senza che sia necessaria alcuna disposizione speciale. L'effetto della disposizione speciale del comma 2-quater, dunque, è quello di derogare alle regole generali non a vantaggio, bensì a danno degli enti pubblici, giacché essa subordina l'inapplicabilità della variazione di aliquota sulle operazioni «effettuate» entro il 16/9/2011 alla condizione che, entro la stessa data, il fornitore abbia emesso e registrato la fattura. La conseguenza paradossale, dunque, è che mentre le operazioni nei confronti di tutti gli altri soggetti mantengono la vecchia aliquota alla sola condizione che siano state «effettuate» prima del 17/9/2011, quelle nei confronti degli enti pubblici, ancorché effettuate prima di tale data, dovrebbero scontare l'aliquota del 21% se entro la data stessa non sia stata emessa e registrata la fattura. Al riguardo, la circolare ha ritenuto di poter superare la condizione della registrazione, precisando che l'adempimento potrà essere effettuato nei termini di legge. I principi generali, tuttavia, imporrebbero di caducare anche la condizione della fatturazione.

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