Consulenza o Preventivo Gratuito

Obblighi Ue, prescrizione breve per gli indennizzi. Salvi i medici

del 15/10/2011
di: La Redazione
Obblighi Ue, prescrizione breve per gli indennizzi. Salvi i medici
Nessun rischio per i risarcimenti dei medici specializzandi che nel periodo dal 1982 al 1999 non hanno ricevuto lo stipendio a causa del mancato recepimento da parte dello stato italiano delle norme europee. Il diritto all'indennizzo ora si prescriverà in 5 anni e per di più il termine di prescrizione inizierà a decorrere «dalla data in cui il fatto, dal quale sarebbero derivati i diritti se la direttiva fosse stata tempestivamente recepita, si è effettivamente verificato». Ossia dalla conclusione del periodo di specializzazione. Ma le nuove regole, assai più restrittive, non dovrebbero mettere in discussione i diritti acquisiti dai camici bianchi.

Con una norma inserita a sorpresa all'interno del disegno di legge di stabilità, approvato dal consiglio dei ministri di ieri, il ministero dell'economia ha tentato di tamponare la falla che si sarebbe potuta aprire nei conti pubblici a seguito della sentenza n. 17350 del 18 agosto 2011 (si veda ItaliaOggi del 5/9/2011) della Corte di cassazione. Gli Ermellini, chiamati a giudicare sul ricorso di 800 medici, rappresentati dall'Associazione Consulcesi Health, hanno riconosciuto il diritto a un indennizzo pari a 100 mila euro ciascuno (11.103,82 euro all'anno per ognuno dei quattro o cinque anni di scuola a seconda della specializzazione). E hanno condannato la presidenza del consiglio e i dicasteri dell'università e della salute a staccare un assegno di 80 milioni di euro. Poca cosa rispetto a quanto però le casse dello stato potrebbero sborsare se il principio di diritto applicato dalla Corte fosse riconosciuto in tutti i giudizi che attualmente vedono coinvolti circa 30 mila medici (sono 120 mila i potenziali aventi diritto): in totale 3 miliardi di euro. Troppo, in tempi di crisi.

Gli Ermellini hanno stabilito che il diritto dei medici specializzandi beneficia di una prescrizione decennale, peraltro non ancora scattata (nonostante siano trascorsi più di 10 anni dal recepimento da parte dell'Italia della direttiva n.82/76/Cee ad opera della legge n.370/1999) perché tale legge ha dato attuazione alle norme comunitarie in modo incompleto senza avere effetti retroattivi. E dunque senza che il decorso del termine sia iniziato per i medici specializzatisi nel periodo compreso tra il varo della direttiva Ue (1982) e il suo recepimento (1999). Per costoro, aveva sentenziato la Cassazione, il diritto non è prescritto.

La tempestività con cui nella legge di stabilità è stata inserita una norma proprio sulla prescrizione del diritto al risarcimento derivante da mancato recepimento di obblighi comunitari lascia pensare che tra la disposizione e la vicenda dei risarcimenti agli specializzandi ci sia più di un legame. Ne è convinto Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, secondo cui però quello del governo «è un tentativo maldestro di mettere una pezza a una vicenda che potrebbe costare molti soldi all'erario». E spiega il perché. «È evidente», dice a ItaliaOggi, «che la norma della legge di stabilità vale solo per il futuro perché non può toccare i diritti già acquisiti dai medici, altrimenti sarebbe incostituzionale. E noi questa incostituzionalità saremo pronti a sollevarla». Insomma, secondo i camici bianchi, in assenza di una norma che espressamente lo preveda, non si può ipotizzare un'applicazione retroattiva della legge di stabilità ai processi in corso. Né a quelli intentati in futuro dagli aventi diritto che potranno continuare a beneficiare della prescrizione decennale.

Tarsu nelle scuole. Con un assegno di 38,734 milioni di euro da versare entro il mese di novembre del 2013 il Miur chiuderà la partita con i comuni per il pagamento dei servizi di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani effettuati nelle scuole statali nel 2007. Tale somma, si precisa nel ddl di stabilità, esaurisce gli obblighi del ministero per gli anni 2007 e precedenti. Mentre per il futuro il dicastero di Mariastella Gelmini verserà (sempre dal 2013) 44,734 milioni di euro l'anno.

Francesco Cerisano

vota