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P.a., il buono pasto va guadagnato

del 15/10/2011
di: di Antonio G. Paladino
P.a., il buono pasto va guadagnato
Il buono pasto al personale pubblico, dovrà essere corrisposto quando il lavoratore svolga almeno otto ore di servizio. Ai dipendenti pubblici comandati presso le Autority non spetterà più l'erogazione di emolumenti o indennità finalizzati a operare perequazioni con il personale di ruolo. Per poter partecipare ai concorsi indetti dalla pubblica amministrazione per l'immissione nella carriera dirigenziale si dovrà versare un contributo per le spese della procedura. A tal fine, i bandi, dovranno prevedere un versamento variabile dai 10 ai 15 euro.

I dipendenti pubblici in missione, dovranno usufruire, per il vitto e l'alloggio, delle apposite strutture messe a disposizione delle amministrazioni di appartenenza, se esistenti e disponibili. Dall'anno scolastico 2012-2013, nel comparto scuola, i distacchi o i permessi sindacali saranno ridotti del 15%.

Sono queste alcune delle disposizioni contenute all'articolo 4 del disegno di legge di stabilità che l'esecutivo ha varato nella seduta del consiglio dei ministri di ieri. Entriamo nel dettaglio delle norme varate.

Tassa sui concorsi. I concorsi per l'accesso alle qualifiche dirigenziali delle amministrazioni pubbliche dovranno prevedere un «diritto di segreteria», dovuto a titolo di copertura delle spese della procedura. E' quanto si prevede al comma 58 del citato articolo 4. Saranno gli stessi bandi di concorso a prevedere la misura di tale contributo che dovrà variare da 10 a 15 euro. Esentati dal versamento del contributo, i concorsi indetti dalle regioni, province autonome, dagli enti locali e dagli enti del Servizio sanitario nazionale.

Buono pasto solo dopo otto ore. I dipendenti pubblici, anche con qualifica dirigenziale, non potranno ricevere il buono pasto nei giorni in cui la loro prestazione effettiva, attestata mediante i sistemi di rilevazione automatica, al netto della pausa pranzo e degli eventuali riposi, sia inferiore ad otto ore. Il comma 60 pertanto, opera un taglio netto con quanto sinora vigente (il buono pasto spetta dopo almeno sei ore di prestazione lavorativa). E infatti, la disposizione precisa che le disposizioni contrattuali in contrasto con quanto sopra, sono nulle e non possono trovare applicazione. Dall'entrata in vigore della disposizione, pertanto, tenuto conto che la pausa pranzo non potrà essere inferiore a trenta minuti e che la prestazione lavorativa massima giornaliera non può superare, per legge, le nove ore, per avere il buono pasto si dovrà stare (fisicamente) in ufficio almeno 8 ore e 30 minuti. Tuttavia, l'esecutivo lancia una ciambella di salvataggio, prevedendo l'esclusione dalle disposizioni sopra richiamate per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Vitto e alloggio durante le missioni. Stretta sulla spesa per le missioni del personale statale. Il comma 123 infatti, precisa che i dipendenti pubblici inviati in missione (all'interno del territorio nazionale) per motivi di servizio, dovranno utilizzare, per il vitto e l'alloggio, delle strutture che le amministrazioni di appartenenza metteranno a loro disposizione «ove esistenti e disponibili». Una norma finalizzata ad operare una significativa stretta sui rimborsi spese sostenuti dai dipendenti inviati in missione che, a titolo esemplificativo, oggi permettono di consumare un pasto per massimo di 22 euro e il pernottamento, qualora la missione superi le otto ore, in alberghi tre stelle.

Indennità di trasferta addio. Non sarà più erogata l'indennità di trasferta e i relativi rimborsi spese, al personale pubblico che viene trasferito per ordine dell'amministrazione di appartenenza. Il comma 57 prevede infatti, la soppressione degli artt.18,19, 20 e 24 della legge n.836/1973. Resta in piedi la sola indennità di prima sistemazione, ma al verificarsi del presupposto che il dipendenti cambi anche la residenza nel comune della nuova sede di servizio.

Distacchi sindacali e scuola. Dal prossimo anno scolastico, il comma 84 dell'articolo 4 del ddl in esame, precisa che, al fine di valorizzare le professionalità del personale scolastico e di pervenire a riduzioni di spesa, nel comparto scuola, i distacchi, le aspettative ed i permessi sindacali sono ridotti del 15%.

Tagli al comparto sicurezza. Meno dieci milioni di euro per il 2012 e meno cinquanta milioni dal 2013 nel comparto sicurezza. Il comma 26 prevede una razionalizzazione delle risorse umane e strumentali, fermo restando il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza pubblica. La riduzione delle risorse sarà operata «salomonicamente» nella misura del 50% a carico della polizia di stato e dell'altro 50% a carico dell'Arma dei carabinieri.

Personale comandato delle Autority.

Stretta (economica) anche per il personale delle amministrazioni pubbliche che si trova in posizione di comando o distacco presso le autorità amministrative indipendenti. A questi lavoratori, il comma 63 prevede che non potranno essere erogati, da parte delle stesse Autorità, indennità, compensi o altri emolumenti finalizzati ad operare perequazioni con il trattamento economico fondamentale del personale di ruolo delle stesse Autorità.

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