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Il garante della concorrenza fischiato dai professionisti

del 14/10/2011
di: da Torino Valerio Stroppa
Il garante della concorrenza fischiato dai professionisti
Scontro frontale tra Antitrust e professioni. Il primo spinge sulle liberalizzazioni, le seconde non sembrano gradire le proposte dell'Agcm. E, tra i fischi dei notai, per bocca di Marina Calderone, presidente del Cup, si definiscono «indignate e umiliate, perché così si svendono le competenze». La polemica è andata in scena ieri a Torino in occasione del 46° congresso nazionale del Notariato. Tre le proposte lanciate da Antonio Catricalà, presidente dell'Authority per la concorrenza: primo, dare la possibilità agli studenti più meritevoli di anticipare la pratica già all'ultimo anno di università. Secondo, ripensare il meccanismo di esami abilitanti all'esercizio della professione che prevedono preselezioni a quiz. Terzo, far sedere rappresentanti dei consumatori, eletti dal parlamento, nei consigli degli ordini professionali. «Le liberalizzazioni porterebbero a una crescita dell'1,5% del pil», osserva Catricalà, «vale a dire 18 miliardi di euro all'anno. Trasporti, servizi postali, servizi pubblici locali, banche e assicurazioni. Ma anche le professioni. Senza naturalmente far scendere la qualità delle consulenze». Come? «Per esempio rendendo più breve il percorso accademico, portandolo da cinque a quattro anni, oppure consentendo agli studenti più bravi di poter svolgere la pratica già all'ultimo anno di laurea», prosegue Catricalà. «In questo modo la qualificazione si acquisirebbe già all'università e non con concorsi di accesso alle professioni che sono spesso molto aleatori. Abbiamo la necessità di immaginare un futuro dei nostri figli. Non è possibile che i giovani a 30 anni siano ancora in cerca di un lavoro». Parole che suscitano la reazione degli esponenti delle professioni presenti al convegno. «In questo modo, con la scusa di rispondere al fenomeno della disoccupazione giovanile dilagante, si smantellerebbe un sistema come quello delle professioni che funziona e non costa nulla allo stato», replica Marina Calderone, numero uno dei consulenti del lavoro e presidente del Cup, «piuttosto che farle correre il rischio di diventare una professionista “capra”, a mia figlia che vuole fare l'architetto consiglierò di fare domanda di assunzione, magari per chiamata diretta, all'Antitrust». Parole alle quali Catricalà ha replicato in serata: «Non è possibile accettare un'aggressione offensiva fatta in assenza dell'interlocutore», ha spiegato, «alla quale ribatterò nelle sedi opportune punto per punto». In disaccordo con Catricalà pure Claudio Siciliotti, presidente nazionale dei commercialisti, secondo cui «bisogna uscire dalla logica ormai superata nella quale le decisioni le prendono solo il grande stato, le grandi imprese e i grandi sindacati. Professionisti, pmi e mondo accademico hanno pieno titolo per sedersi al tavolo delle riforme, portando quelle competenze tecniche che troppo spesso vengono snobbate». E a proposito di riforme, in apertura dei lavori (ai quali hanno preso parte oltre 1.500 notai provenienti da tutta Italia), il presidente nazionale del Notariato Giancarlo Laurini ha rilanciato la volontà e la disponibilità della categoria a costruire con i cittadini e innanzitutto con i giovani il futuro dell'Italia. Il Notariato ha inoltre messo a punto quattro progetti legislativi in materia di diritto di famiglia e di successioni, che saranno presentate oggi: in particolare la proposta di introdurre anche nel nostro ordinamento sia le convenzioni pre-matrimoniali, per l'eventualità di separazione personale o di divorzio (prevenendo la difficoltà delle negoziazioni quando il matrimonio è entrato in crisi), sia il «Patto di convivenza» PAC, «col quale non si intende assolutamente istituzionalizzare un rapporto personale, ma semplicemente regolare diritti e obblighi di carattere patrimoniale», osserva Laurini.
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