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Agricoltura, stangata all'Italia

del 13/10/2011
di: da Bruxelles Angelo Di Mambro
Agricoltura, stangata all'Italia
Un tetto agli aiuti per le aziende più grandi e il 30% del sostegno al reddito ancorato a pratiche sostenibili, una redistribuzione dei fondi tra nuovi e vecchi stati membri tramite un nuovo criterio uniforme per tutta l'Ue che comporterà un calo (stimato intorno al 5-6% in termini nominali) delle risorse nazionali dedicate al supporto per gli agricoltori italiani tra il 2014 e il 2020, sono gli elementi principali delle proposte legislative sulla politica agricola comune presentate ieri dalla Commissione Ue. I contenuti delle proposte dell'Esecutivo, che dovranno essere negoziati con Consiglio e Parlamento europeo secondo il processo di co-decisione, sono quelli a più riprese anticipati da ItaliaOggi. Dal 2014 i titoli per beneficiare del sostegno Pac dipenderanno dallo status di «agricoltore attivo», definizione che individua coloro le cui ricevute annuali da attività agricola siano superiori al 5% del totale delle ricevute di tutte le attività economiche. Solo gli agricoltori attivi avranno accesso al nuovo sistema di pagamenti diretti «multicomponente», che comprende: una quota (70% dell'aiuto) di «sostegno di base al reddito» nazionale con tetti progressivi all'erogazione degli aiuti a partire da 150 mila euro fino ala soglia limite di 300 mila; una componente (30%) «verde» che implica l'obbligo per l'agricoltore di applicare pratiche eco-sostenibili come diversificazione delle colture (minimo tre), mantenimento di pascoli permanenti, dedicare il 7% della superficie aziendale a «riserva ecologica» per la tutela della biodiversità e il mantenimento della fertilità dei suoli. Sempre nello schema dei pagamenti diretti trovano posto anche un sostegno per gli agricoltori delle aree svantaggiate (fino al 5% della quota nazionale), risorse per l'insediamento dei giovani agricoltori (fino al 2% dell'envelope nazionale), la possibilità di mantenere i pagamenti accoppiati per una grande varietà di prodotti sotto precise condizioni, e un sistema studiato appositamente per i piccoli agricoltori, con meno oneri burocratici per pagamenti forfettari tra 500 e 1.000 euro l'anno per azienda. Anche il secondo pilastro cambia volto, ma non è ancora noto l'ammontare delle risorse per Stato membro. Via la struttura a tre assi, diventano azioni prioritarie l'incentivo all'aggregazione degli agricoltori, il sostegno all'innovazione, la promozione di pratiche per la lotta al cambiamento climatico, iniziative volte a incrementare l'efficienza e il supporto all'adozione di strumenti assicurativi di gestione del rischio per gli agricoltori. Gli obiettivi dei piani di sviluppo rurale si baseranno su contratti di partenariato tra Commissione e Stati, che dovranno dichiarare come e su quali priorità intendono impiegare i fondi. Da sottolineare che, secondo le proposte avanzate dalla Commissione sui fondi strutturali la settimana scorsa, il co-finanziamento dei programmi di sviluppo rurale potrebbe in futuro essere interrotto come «sanzione macro-economica». Il Commissario Ue all'agricoltura Dacian Ciolos che, presentando la proposta, l'ha definita «ambiziosa ma politicamente praticabile», ha anche sottolineato la presenza nella nuova Pac di una clausola di emergenza per consentire interventi rapidi della Commissione in caso di crisi come quella che si è verificata l'estate scorsa sull'escherichia coli.

Reazioni. Secondo il ministro Romano si tratta di una «proposta nell'insieme insoddisfacente», mentre il vicepresidente della Commissione Ue Tajani ha preferito ricordare che, rispetto alle prime ipotesi, è stato stralciato dai testi il riferimento al 2028 come scadenza per completare il processo di redistribuzione delle risorse tra gli stati membri. Dal mondo agricolo, Copagri parla di «alcune luci», ma «prevalgono le ombre», la Cia contesta i tagli «delle risorse per l'agricoltura» che compromettono «qualsiasi sviluppo» e mettono «a rischio la stessa competitività». Secondo il segretario della Uila Mantegazza la proposta «rispecchia tutte le nostre peggiori previsioni, perché premia l'agricoltura estensiva di una volta e penalizza quella che produce di più e con maggiore qualità». «Forti perplessità» sono espresse da Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital. Un primo dibattito sulle proposte presentate da Ciolos avrà luogo al consiglio dei ministri agricoli previsto per il prossimo 20 ottobre.

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