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Spinta all'autotutela

del 12/10/2011
di: di Daniele Cirioli
Spinta all'autotutela
L'Inps preme per l'autotutela. Al fine di ridurre tempi e costi della gestione del contenzioso, infatti, chiede agli uffici che tutti i ricorsi siano trattati, preliminarmente, come fossero istanze di autotutela e fatti procedere unicamente nell'impossibilità di adottare, appunto, un provvedimento di rettifica o annullamento d'ufficio. Lo spiega, tra l'altro, nella circolare n. 132/2011 emanata ieri, per fornire le istruzioni alla nuova modalità di gestione del contenzioso sia amministrativo sia giudiziario.

Una criticità per l'Inps. Le nuove istruzioni fanno seguito alle prime indicazioni sulla ristrutturazione organizzativa in materia di gestione del contenzioso emanate a fine estate (circolare n. 113/2011). Considerata la rilevanza e complessità del fenomeno del contenzioso, che l'Inps dice rappresentare oggi una delle principali criticità per l'istituto, la circolare indirizza gli uffici verso un duplice fine: rafforzare il presidio del contenzioso; introdurre un atteggiamento proattivo, per prevenire e deflazionare il ricorso alle vie giudiziarie. Le nuove istruzioni, con tutte le modifiche organizzative, avranno decorrenza dal 1° gennaio 2012.

Più autotutela. Tra le altre novità del nuovo processo di gestione del contenzioso, l'Inps ribadisce l'importanza da attribuire allo strumento dell'autotutela, perché con il suo ricorso vengono posti in essere dei «filtri» capaci di correggere il provvedimento errato, evitando così l'oneroso prosieguo amministrativo e riconoscendo immediatamente il diritto al ricorrente. Per ridurre tempi e costi del contenzioso, sia amministrativo sia giudiziario, dunque, l'Inps stabilisce che tutti i ricorsi siano, innanzitutto, trattati come fossero delle istanze di autotutela; e pertanto che siano proposti ai Comitati competenti solo nel caso in cui non fosse possibile adottare un provvedimento di annullamento o di rettifica. A riguardo, l'istituto ricorda che il regolamento per l'autotutela (deliberazione n. 275/2009) prevede proprio che «nei casi in cui sia stato proposto ricorso amministrativo o giudiziario avverso un provvedimento, il direttore centrale o il direttore di sede, ove rilevi elementi che comportino l'annullamento d'ufficio o la rettifica, ai sensi del presente regolamento, procede alla riforma dell'atto, salvo che il ricorso amministrativo risulti già assegnato per la decisione al competente Comitato» (articolo 8). La nota esplicativa (circolare n. 146/2006) aveva poi specificato che il ricorso deve essere sottoposto a decisione del competente Comitato, soltanto se già inserito all'ordine del giorno inviato assieme all'avviso di convocazione della riunione in cui lo stesso ricorso deve essere deciso. Ora, a parziale modifica delle citate istruzioni, l'Inps spiega che il responsabile del procedimento relativo all'atto emanato può proporre l'adozione del provvedimento d'ufficio di autotutela, mentre è il responsabile dell'unità organizzativa gestione ricorsi che deve farsi carico della proposta nel momento in cui la stessa trovi ragione nell'esame dell'istanza di riesame o del ricorso proposto dalla parte.

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