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Prodotti in carcere senza Iva

del 12/10/2011
di: di Roberto Rosati
Prodotti in carcere senza Iva
La vendita di beni prodotti dai detenuti nelle lavorazioni industriali e agricole gestite direttamente dagli istituti penitenziari esula dal campo di applicazione dell'Iva, non essendo riconducibile all'esercizio di un'attività economica agli effetti dell'imposta ai sensi dell'art. 4 del dpr 633/72.

Lo ha chiarito l'Agenzia delle entrate con la nota prot. n. 954-119678 del 15 settembre 2011, indirizzata al ministero di grazia e giustizia e da questo divulgata con una circolare del 4 ottobre scorso.

Nel documento, l'Agenzia analizza preliminarmente le disposizioni nazionali e comunitarie in tema di soggettività passiva dell'Iva, traendone la conclusione che «il carattere economico dell'attività deve estrinsecarsi, in via generale, nella partecipazione a un mercato», poiché la disciplina dell'Iva mira essenzialmente all'instaurazione di un mercato interno. Ciò è confermato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia in materia di diritto alla concorrenza, secondo la quale «costituisce attività economica qualsiasi attività che consista nell'offrire beni o servizi in un determinato mercato».

In base alle predette disposizioni e a quelle che, nell'ordinamento interno, definiscono la nozione di imprenditore, prosegue l'Agenzia, il presupposto soggettivo di applicazione dell'Iva sussiste «solo in presenza di un'attività avente il carattere dell'economicità», vale a dire di un'attività di produzione o scambio di beni o servizi rivolta al mercato, posta in essere per conseguire introiti stabili e svolta con gli strumenti giuridici «propri degli operatori economici privati e non mediante il ricorso a modalità che, anche sotto il profilo organizzativo, evidenzino l'esercizio di funzioni di carattere pubblicistico».

Tanto premesso, avuto riguardo alle finalità sociali, alla specifica disciplina e alle caratteristiche del lavoro dei detenuti, l'Agenzia ha concluso per l'insussistenza del presupposto soggettivo nelle operazioni di vendita dei beni prodotti dalle lavorazioni dei detenuti che siano gestite direttamente dalle direzioni degli istituti penitenziari (e non da soggetti terzi).

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