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Redditometro, avvio in due tempi

del 12/10/2011
di: di Cristina Bartelli e Valerio Stroppa
Redditometro, avvio in due tempi
Un redditometro in due tempi e con poco più di 100 voci di spesa. I tecnici dell'Agenzia delle entrate sono al lavoro per gli ultimi ritocchi di un prodotto giudicato ormai definito e pronto per essere presentato in grande stile verso la fine del mese. In questi giorni, potrebbero partire le convocazioni con i rappresentanti di imprese e professioni per illustrare le nuove funzionalità e le interazioni della nuova e potenziata metodologia di accertamento sintetico. La decisione degli uomini di via Cristoforo Colombo è comunque presa (si veda ItaliaOggi Sette del 10 ottobre 2011): si partirà con una fase sperimentale, nella quale proprio le associazioni saranno chiamate a testare le nuove modalità di stima del reddito e a far rilevare eventuali disfunzioni; un periodo di prova di qualche mese poi la partenza ufficiale, prevista dal 2012, con riferimento agli anni di imposta 2009 e 2010. L'articolo 22 del dl n. 78/2010 ha infatti fissato la portata operativa del nuovo redditometro proprio a decorrere dai redditi 2009 (trattandosi di uno strumento di rettifica applicabile solo persone fisiche, il periodo d'imposta coincide con l'anno solare).

Contestualmente, vedrà la luce anche il software di autodiagnosi. Il programma che i contribuenti e i rispettivi consulenti fiscali potranno utilizzare per stimare la «tenuta» del reddito dichiarato in relazione alle spese sostenute, sarà operativo una volta entrato a pieno regime il redditometro new edition. Anche se lo sviluppo delle software house procede di pari passo con quello dell'amministrazione finanziaria. «I lavori sono a buon punto», spiega Bonfiglio Mariotti, presidente Assosoftware, «e non appena il redditometro entrerà in funzione gli operatori potranno contare su software adeguati con tutte le informazioni e i coefficienti richiesti dalla nuova procedura». I beni e le spese indice di maggiore capacità contributiva saranno oltre cento. «La mole di informazioni può sembrare enorme», conclude Mariotti, «ma si tratta di dati che nella quasi totalità dei casi sono già inseriti nei database a disposizione del fisco e che grazie a un livello di informatizzazione molto elevato potranno essere gestiti con facilità e messi al servizio di uno strumento di grande civiltà fiscale quale il redditometro».

Per quanto riguarda le singole voci di quello che diventerà un vero e proprio paniere della capacità di spesa, ci sarà un dettaglio più specifico: le spese per la salute saranno considerate in maniera distinta per esempio dalle cure del corpo più attinenti all'estetica. Nel calcolo entreranno tutti i tipi di investimento (mobiliare e immobiliare), nonché automobili, imbarcazioni, spese per collaboratrici domestiche, viaggi a cinque stelle, iscrizioni a circoli sportivi di lusso ed altro ancora.

Ai sensi dell'articolo 38, comma 5 del dpr n. 600/1973, nell'attuale versione post dl n. 78/2010, la ricostruzione sintetica del reddito del contribuente terrà poi conto di variabili quali il nucleo familiare e l'area territoriale di appartenenza, che saranno disciplinate da un decreto del Mef da emanarsi con cadenza biennale, anche sulla base dell'attività di elaborazione statistica svolta da Sose su un campione formato da centinaia di migliaia di soggetti. Inoltre, come confermato dal direttore centrale accertamento delle Entrate, Luigi Magistro (si veda ItaliaOggi Sette in edicola), sarà lo stesso contribuente ad alimentare gli archivi informatici a disposizione del fisco, una volta entrata a regime l'interazione con la comunicazione telematica delle spese superiori ai 3.600 euro.

Il redditometro sarà così un indice di beni aggiornato con tutte le tendenze e in grado, in questo modo, di colpire in maniera sempre più mirata. Ed è proprio sulla selezione, prima ancora che sull'attuazione pratica dello strumento di rettifica, che i vertici dell'Agenzia si sono concentrati in questi ultimi mesi, ribadendo più volte la necessità/volontà di accertare solo i soggetti che presentano forti scostamenti tra capacità di spesa e redditi dichiarati, senza «disturbare» i contribuenti corretti o comunque a bassissimo rischio di evasione (si veda, da ultimo, ItaliaOggi del 5 ottobre 2011). In tale ottica, l'accesso più agevole all'Archivio dei rapporti finanziari appare uno strumento di screening potentissimo: grazie all'incrocio tra i dati presenti in Anagrafe tributaria e le dichiarazioni dei redditi, per gli 007 del Fisco sarà molto più facile individuare le discrepanze, potendo in questo modo estrapolare delle vere e proprie liste di posizioni da sottoporre a controllo. E, forse, al nuovo redditometro.

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