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Quattro proposte per lo sviluppo

del 11/10/2011
di: La Redazione
Quattro proposte per lo sviluppo
La pubblicazione della lettera della Bce, datata 5 agosto, ha scatenato negli ultimi giorni un dibattito molto serrato corredato da varie ipotesi di intervento. La caratteristica che accomuna le molteplici proposte di provvedimenti da adottare, che giungono da più parti, è la ripetizione dei concetti ritriti. Si tratta infatti di ipotesi già formulate in precedenza ovvero di interventi strutturali che necessitano di molto tempo per poter essere concretizzati; quindi non immediatamente realizzabili. Continua invece a regnare un assordante silenzio su diverse riforme, che potrebbero incidere molto positivamente sullo sviluppo del nostro sistema, alcune di esse da poter concretizzare in tempi molto rapidi. Eppure non le ritroviamo inserite nei Manifesti e nei Proclami letti negli ultimi tempi. Il perché è semplice. Tutti coloro che formulano proposte sono soggetti economici con interessi di parte. Diventa difficile pertanto ipotizzare che dai diretti destinatari dei benefici possano giungere proposte modificatrici degli stessi. Si ascolta sempre più spesso la bella frase «l'Italia è un paese frenato da egoismi conservatori». Basterà fare una riflessione sulle seguenti proposte e compararle con quelle formulate dai soggetti che in questi giorni si affannano a trovare ricette miracolose per comprendere dove si annidano realmente gli egoismi italici.

Compito dei consulenti del lavoro peraltro non è fare le riforme ma segnalare, grazie all'Osservatorio che analizza i problemi di un milione di aziende assistite e 7 milioni di rapporti di lavoro gestiti, i settori in cui sarebbe necessario intervenire per recuperare risorse e dare sviluppo al Paese.

1. RIDUZIONE FINANZIAMENTI PUBBLICI

Eliminazione delle riserve/esclusive in materia di pensioni con il recupero delle indennità erogate alle organizzazioni destinatarie. Eliminazione del sistema di finanziamento pubblico a soggetti privati dei servizi legati alla previdenza . Controllo effettivo sui finanziamenti a fondo perduto e sulle agevolazioni fiscali per eliminare gli usi distorti con recupero di risorse.

2. RIDUZIONE COSTI PUBBLICI

È diventato più un ritornello che una proposta, che per essere tale dovrebbe andare ben oltre le enunciazioni di principio. Le grandi riforme cominciano sempre con piccoli passi. Ad esempio, le svariate centinaia di milioni necessarie per sostenere la gestione delle Authority e dei cda delle Società partecipate da enti pubblici potrebbero essere drasticamente ridotte pur mantenendo le funzioni di controllo.

3. OTTIMIZZAZIONE RAPPORTI BANCARI

È uno dei problemi più grandi e annosi con cui deve giornalmente confrontarsi l'imprenditore italiano, strozzato da costi e oneri bancari insostenibili. Pur nella difficoltà di liquidità attraversata dal sistema bancario, è questo un grosso problema mai citato da alcuno ma che è una delle priorità per far ripartire l'economia.

4. RIFORMA DEL WELFARE

Rivedere il sistema degli ammortizzatori sociali con efficaci ed effettivi controlli sulla fruizione degli stessi da parte di grandi aziende, prive di ogni possibilità di rientro sul mercato ma che approfittano delle crepe della normativa e dell'organizzazione statale. Conferma del sistema della bilateralità con l'introduzione di un metodo di controllo sull'effettivo funzionamento a livello locale, al fine di tutelare l'erogazione dei servizi previsti.

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